Famiglia, Papa al test del Sinodo Allarme seminaristi: sono pochi

CSI DA PAPA FRANCESCO

CITTÀ DEL VATICANO Altro che comunione ai divorziati risposati. Per come si sono messe le cose il Sinodo si sta trasformando in una specie di test di gradimento al pontificato di Papa Francesco che, sulle questioni controverse che riguardano la famiglia, vuole aprire. «C’è una porta che finora è stata chiusa e lui vuole che si apra» ha ammesso il cardinale Baldisseri. Il rilevatore di gradimento sarà dato dai dibattiti interni, liberi confronti a porte chiuse. La sala stampa vaticana, per la prima volta, non fornirà nessuna sintesi. Sono previsti solo briefing a descrivere per sommi capi l’attività interna. «Se vorranno saranno i cardinali o i vescovi a parlare. Noi non vi diremo nulla» ha detto padre Lombardi, aggiungendo che ci saranno i tweet e dei brevi video-clip. Qualcuno parla di sinodo imbavagliato, di censura preventiva, manifestando dubbi sulla gestione dell’informazione, di fatto l’assise che si apre domani a San Pietro e andrà avanti fino al 19 ottobre, con due sessioni quotidiane e un documento finale, riproduce un momento di verifica più ampio rispetto ai temi in agenda, una vasta gamma di argomenti legati alla famiglia, alla povertà alle violenze, ai matrimoni combinati a quelli misti, alle unioni di fatto, ai divorzi, alla contraccezione.
DIVORZIATI
Tuttavia è la comunione ai divorziati risposati che ha progressivamente preso il sopravvento su tutto, facendo da volano ai malumori esistenti all’interno della gerarchia. Insomma, il sinodo appare sempre più come una specie di derby amplificato dalla diatriba tra cardinali conservatori e progressisti. Il quadro venutosi a creare ha collocato il sinodo in una posizione di totale anomalia rispetto ai sinodi del passato. Ed è per questo che il dibattito rischia di amplificarsi, inserendo nel quadro generale una specie di test sulla visione di Papa Bergoglio che sogna una Chiesa aperta, calata nella quotidianità e nei problemi reali della gente. Ai lavori sinodali prenderanno parte, come uditori, anche 13 coppie di sposi, tra cui una coppia mista (lui è musulmano, lei cattolica). Non ci saranno però divorziati risposati. Mentre proprio ieri il Papa ha parlato di un altro tema delicato, mettendo in guardia i vescovi dall’accettare seminaristi «senza discernimento», scegliendo candidati non adatti. «Abbiamo tanti problemi, in tante diocesi, per questo errore dei vescovi».
IL DOCUMENTO FINALE
Il sinodo straordinario si concluderà con un «documento finale». Il testo verrà votato dai padri sinodali e poi consegnato al Papa. Successivamente insieme a un «piccolo questionario» sarà inviato alle conferenze episcopali come piattaforma per il successivo sinodo ordinario che si svolgerà l’anno prossimo. I collaboratori del Papa sperano che lo scambio tra i cardinali si svolga «libero», ma anche «sereno» e «leale». Il cardinale Baldisseri non nasconde un certo nervosismo. «La religione cristiana è storia, non è ideologia. Il mondo è cambiato e non siamo più nel contesto della Familiaris Consortio», il documento del 1981 di Giovanni Paolo II. «Il popolo di Dio deve vedere il contesto autentico e i vescovi devono essere in grado di calare la dottrina nel contesto del presente. La Chiesa cammina, evolve, e Sinodo significa camminare insieme: non è che abbiamo detto una parola di verità duemila anni fa e la partita è finita qui. Francesco vuole che il popolo di Dio si interroghi a tutti i livelli». Ma in Vaticano sperano che il discorso non si spinga troppo in là.

IL MESSAGGERO