Fair play finanziario, l’Uefa apre Sparisce il tetto di 30 milioni di deficit

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L’Uefa ha ufficialmente deciso di «ammorbidire» le regole sul fair play finanziario. Lo ha stabilito in occasione della riunione del Comitato esecutivo a Praga. La scelta ha lo scopo di incentivare i nuovi investitori, come gli sceicchi proprietari di club come Manchester City e Paris Saint-Germain, usare il loro denaro nel calcio europeo.

Platini: «Un’evoluzione»
«Vogliamo semplicemente evolverci – ha detto il presidente dell’Uefa Michel Platini -, passando da un periodo di austerità a uno in cui possiamo offrire maggiori opportunità in materia di crescita sostenibile e sviluppo». Secondo il segretario generale dell’ente, Gianni Infantino, «più di una volta abbiamo sentito gente dire “perché dovrei fare investimenti se è proibito? Se investo soldi vado contro il fair play finanziario…” e tutto ciò ha delle conseguenze. Abbiamo sempre detto che vogliamo investitori nel calcio, ma investitori buoni – ha aggiunto Infantino -. Purtroppo però, in molti paesi d’Europa ci sono state persone che sono entrate nel calcio, hanno promesso un sacco di cose e, poi, hanno fatto fallire i club».

Come funzionerà
Ora l’Uefa vuole quindi trovare un accordo con i club che avranno intenzione di spendere sul mercato, al fine di favorire gli investimenti, anche a danno dei bilanci. La misura chiave del nuovo regolamento è quello di consentire alle società, se non sono state punite negli ultimi tre anni dal fair play finanziario (come Inter e Roma), di avere un deficit più ampio dei 30 milioni di euro finora consentiti, come parte di un programma quadriennale e sulla base di una documentata previsione di crescita dei ricavi. È stato anche deciso che i club potranno dedurre dal calcolo dei parametri del fair play finanziario le spese fatte nell’ambito del settore giovanile e nel calcio femminile.

Corriere della Sera