FA Cup – Finalmente Arsenal! Wenger rompe il digiuno

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Grazie a un gol di Aaron Ramsey nel secondo tempo supplementare l’Arsenal si aggiudica l’Fa Cup confezionando la pirotecnica rimonta da 0-2 a 3-2 contro un Hull City da applausi. I tempi regolamentari si erano chiusi sul 2-2 dopo che il passivo di due reti (Chester, Davies) inflitto dall’Hull era stato neutralizzato dall’uno-due gunners Cazorla-Koscielny. Primo titolo dell’Arsenal dal 2005

Crazy Arsenal, crazy final. Basterebbe il soggetto cinematografico del film della FA Cup Final 2013-2014 per dare la misura dell’altalena di emozioni vissuta dagli spettatori a Wembley: in otto minuti l’Arsenal va sotto di due gol e rischia addirittura l’imbarcata in stile Chelsea/Liverpool, poi lentamente si rialza, pareggia i conti entro il Novantesimo e sferra il knock out nel secondo tempo supplementare. Il 3-2 inferto all’Hull City dopo l’Odissea dei supplementari frutta all’Arsenal il primo titolo dopo nove lunghissimi anni: si tratta dell’undicesima FA Cup conquistata dai gunners (eguagliato il Manchester) e della quarta personale alzata da Arsene Wenger.

L’uomo copertina, e non poteva essere altrimenti, è stato Aaron Ramsey: quanto è mancato il gallese a Wenger nel momento cruciale della stagione! Anche in giornate ricche di luci e ombre il centrocampista sa sempre trasformare il volto della squadra: citazione di merito anche a Wenger che, azzeccando il cambio Podolski/Sanogo, ha dato nuova linfa alla squadra; citazione di merito soprattutto a un Hull City splendido protagonista dell’ultimo atto di Wembley: di certo avrebbero meritato miglior finale le tigri.

LA CRONACA

Nightmare before Summer in avvio per un Arsenal tramortito dal tocco beffardo su Chester liberato da schema – più o meno voluto – da corner dalla destra di Quinn e dall’appoggio a rete di Curtis Daviesdopo miracolo di Fabianski su perentorio stacco aereo di Alex Bruce, figlio del manager dei tigersSteve. Otto minuti e 2-0 Hull! Sull’orlo del baratro è il fantasista asturiano Cazorla a riportare in vita l’Arsenal con efficace punizione dal limite a sorpendere il piantato McGregor sul suo palo di competenza. Sono passati diciassette minuti ed è già scoppiata una rivoluzione a Wembley. Saranno, però, gli unici fuochi di un primo tempo dove l’unico cruccio dell’Arsenal è quello di riordinare le idee senza incappare in ulteriori tempeste.

Tale atteggiamento indolente è riproposto dall’Arsenal in una ripresa a lungo avara di sussulti; sono due gli avvenimenti che cambieranno il corso degli eventi: l’infortunio del ministro della difesa tigersAlex Bruce e il cambio tra un impalpabile Podolski e l’elettrico Yaya Sanogo. Ecco che l’Arsenal con le due punte improvvisamente si sblocca e assedia la porta di McGregor con l’inevitabile guizzo in mischia di uno stoico Koscielny a richio d’incolumità sull’uscita kamikaze di McGregor. Per quanto tremendamente sgraziato, Sanogo è la carta che fa saltare il banco. Nel finale dei tempi regolamentari l’Arsenal farà incetta di occasioni da rete, la più clamorosa divorata da Gibbs con un sinistro da due passi davvero difficile da sbagliare. Tra tanti rimpianti l’Arsenal lamenta, a ragion veduta, due solari penalty non concessi da un deludente Probert; l’Hull City dal canto suo recrimina per il corner che origina il 2-2, inesistente.

Nei tempi supplementari ancora una volta Wenger decifra da maestro l’andamento del match e leva l’esausto Cazorla e un evanescente Ozil per inserire i genietti Wilshere e Rosicky. Sarà proprio Wilshere ad avviare l’azione del 3-2, rifinita dal tacco di Giroud e conclusa da sontuoso esterno destro a fil di palo di Aaron Ramsey. A distanza di nove anni l’Arsenal torna ad alzare un trofeo e forse cova diversi rimpianti sulla stagione che sarebbe potuta essere ma non è stata…

LA STATISTICA CHIAVE

1966 – L’ultima volta che una squadra fu capace di rimontare un passivo di due reti fu l’Everton nell’FA Cup del 1965/1966, contro lo Sheffield Wednesday. Nell’estate successiva l’Inghilterra alzò la Coppa del Mondo. Chi guidava quella selezione dei Tre Leoni? Sir (Alf) Ramsey. Pura casualità? In qualità di tifosi degli azzurri, ce lo auguriamo!

IL MIGLIORE

Aaron Ramsey, o se preferite he scores when he wants: dopo una prestazione in chiaroscuro nel primo tempo supplementare il gallese si è caricato sulle spalle l’Arsenal e ha colpito nel finale con un esterno destro in controbalzo da incanto. Uomo-partita e autentico fuoriclasse. Proprietà di calcio e palleggio semplicemente divina. Peccato per l’infortunio patito nel momento clou della stagione, qualcosa sarebbe potuto cambiare…

IL PEGGIORE

Lukas Podolski, l’ennesima dimostrazione di quanto non abbia il pedigree per una grande. Senza mordente e senza la predisposizione alla battaglia; bad job Prince Poldi!

IL TABELLINO

Arsenal (4-2-3-1): Fabianski; Sagna, Koscielny, Mertesacker, Gibbs; Arteta, Ramsey; Podolski (dal 61’ Sanogo), Ozil (dal 106’ Rosicky), Cazorla (dal 106’ Wilshere); Giroud. Allenatore: Arsene Wenger

Hull City (4-5-1): McGregor; Bruce (dal 65’ McShane), Davies, Chester, Rosenior (dal 103’ Boyd); Livermore, Huddlestone, Meyler, Elmohamady, Quinn (dal 75’ Aluko); Fryatt. Allenatore: Steve Bruce

Arbitro: Probert

Marcatori: 4’ Chester, 8’ Davies; 17’ Cazorla, 71’ Koscielny, 108’ Ramsey

Ammoniti: Giroud; Huddlestone, Meyler, Davies