F35, pagamenti sospesi Il Colle: un libro bianco per riformare la Difesa

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ROMA L’Italia ha sospeso i pagamenti per i cacciabombardieri F35 già ordinati. Lo ha annunciato ieri sera il ministro della Difesa Roberta Pinotti che ha parlato della necessità di fermare tutto in attesa di rivedere l’intero programma. Pinotti era reduce da una riunione del Consiglio Supremo della Difesa convocato dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, al quale hanno partecipato il premier Matteo Renzi e numerosi ministri. Il Consiglio ha discusso degli scenari geo-politici che si vanno concretizzando e della necessaria riorganizzazione del comparto militare italiano «sulla base di principi fortemente innovativi».
Il succo è che i criteri della riorganizzazione dovranno essere definiti all’interno di un Libro bianco che vedrà la luce entro la fine dell’anno «sulla base di linee guida predisposte entro giugno da un apposito gruppo di esperti». A queste linee guida daranno il loro apporto anche le competenti Commissioni Parlamentari. Ma intanto il Pd avverte: serve «un significativo ridimensionamento degli schemi di accordo con la Lockheed Martin sul programma F 35» visto che il contratto non garantisce «ritorni industriali significativi»; manca un ritorno certo degli investimenti per lo stabilimento di Cameri; «le stime del costo del programma risultano caratterizzate da un indice di variabilità che non può convivere con le esigenze della nostra finanza pubblica. Senza contare la dipendenza dagli Usa per la «tecnologia sensibile».
IL MEDITERRANEO
Il Consiglio di Difesa ha svolto un approfondimento a vasto raggio sui principali scacchieri internazionali puntando l’attenzione sul fatto che il Mediterraneo è diventato «bacino di gravitazione primario di rischi e minacce». Il che determina un aggravio di responsabilità ed un rinnovato sforzo per garantire adeguati margini di sicurezza all’Italia. Su quali direttrici operare il Consiglio è stato esplicito: si tratta di potenziare «le funzioni di prevenzione, dissuasione e stabilizzazione» che i militari italiani sono chiamati a svolgere «nel contesto della Comunità internazionale e in primo luogo della Ue». Proprio il richiamo all’Europa è lo stimolo per accelerare, nel semestre di presidenza italiano, le iniziative per l’allestimento concreto di «una forza integrata Ue»: obiettivo «necessario ed urgente».
RISPARMI ED EFFICIENZA
Naturalmente a ristrettezza di bilancio e l’esigenza di contenimento e riqualificazione della spesa rivestono un ruolo decisivo. Qui il Consiglio è stato netto: bisogna ripensare «la struttura e la capacità dello strumento militare nazionale, che ancora risentono di schemi concettuali riconducibili al periodo della Guerra Fredda». L’idea del ”Libro Bianco” prende e mosse anche e soprattutto da qui, fermi restando «i provvedimenti e le iniziative da attuare con immediatezza in ambito nazionale ed europeo» a partire da quelli già approvati dal Parlamento». Il documento «avrà lo scopo di ridefinire il quadro strategico di riferimento per lo strumento militare e gli obiettivi di efficacia e di efficienza che dovrà conseguire».

 

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