F35, budget dimezzato passa la mozione Pd soldi per soli 65 caccia

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C’è lo zampino del governo dietro la mozione del Pd approvata ieri alla Camera. Passa la raccomandazione a dimezzare il budget finanziario per l’acquisto dei caccia di nuova generazione F35. Si era partiti con 131 F35, si era poi scesi a 90, adesso si potrebbe arrivare a 65. Ma la parola magica ripetuta come un mantra negli ambienti della difesa è «raccomandazione». La mozione con primo firmatario Gian Piero Scanu, capogruppo del Pd in Commissione Difesa, non impone una linea al governo. Di numeri non si parla. Al governo spetta definire il numero effettivo dei caccia che saranno acquistati negli anni. Attualmente, sui 90 Joint Strike Fighter preventivati, 75 sono destinati all’Aeronautica e 15 alla Marina. I 275 voti a favore della mozione (45 contrari e 152 astenuti) vanno computati accanto al voto che ha promosso altre tre mozioni di Forza Italia, Ncd e Scelta civica, che riservano all’esecutivo una decisione autonoma e impegnano il governo a «contemperare le esigenze della Difesa anche in riferimento al programma F35 con le più generali esigenze di contenimento della spesa pubblica» ma nel rispetto «degli impegni assunti in sede internazionale».
LE REAZIONI
La prima reazione del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, è improntata alla prudenza e rimanda all’attesa presentazione del Libro Bianco sulla base del quale «decideremo quali sono i rischi e le minacce e quindi cosa ci serve per il futuro». Intanto la Pinotti sottolinea ancora una volta che progetti come quello degli F35 «non possano essere solo un costo per il paese, ma debbano essere anche un ritorno». Si è calcolato che attraverso il coinvolgimento di aziende come Finmeccanica e l’attività di stabilimenti appositamente allestiti come quello di Cameri si potrà dare lavoro a 1500-2000 famiglie che potrebbero anche aumentare nei prossimi anni. Progetti «molto onerosi devono poter pesare meno sulla finanzia italiana e anzi, se possibile, produrre lavoro e ricchezza». Risparmio, ma anche crescita. Passate le mozioni della maggioranza e di Forza Italia, sono state bocciate dalla Camera le ipotesi estreme di Sel e Movimento 5 Stelle che addirittura chiedevano la cancellazione totale del progetto, e quella della Lega che ipotizzava la sostituzione degli F35 con altre «macchine» meno onerose. Sul piatto ci sono 12 miliardi stanziati dall’Italia. Gli Stati Uniti, dove pure ci sono state recenti polemiche sull’affidabilità dei prototipi di F35 e il Congresso ha negato il via libera a 8 nuovi acquisti, negli ultimi mesi hanno sviluppato una campagna di persuasione dei governi europei, compreso quello italiano, per scongiurare tagli al piano di produzione. Dal ministero della Difesa fanno sapere che continueranno le consultazioni del ministro con tutte le parti, comprese le associazioni pacifiste. Sel minaccia però di intensificare l’opposizione in Parlamento ma anche nel Paese e col suo capogruppo a Montecitorio, Arturo Scotto, parla di «truffa al Parlamento». La sicurezza nazionale non può essere «dettata da un pacifismo emotivo», ribatte da Ncd il capogruppo in Commissione Esteri Paolo Alli.

Il ;essaggero