Expo, Renzi coinvolge il capo dell’Autorità anticorruzione

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Il capo dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone seguirà i lavori dell’Expo di Milano travolta dallo scandalo delle tangenti. L’idea è del presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha coinvolto l’ex magistrato anche nella visita prevista per martedì a Milano. Un’idea che piace al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. “Bene se il governo incarica Raffaele Cantone di seguire Expo – ha detto il governatore lombardo – è magistrato capace che stimo molto, piena collaborazione”.

Il premier dunque prova a correre ai ripari dopo l’inchiesta giudiziaria che ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale il tema della corruzione. Renzi pensa alla reazione. “L’Italia è molto più grande delle nostre paure, è molto più bella delle nostre preoccupazioni”, dice dai cantieri navali di Monfalcone, per la consegna della ‘Regal Princess’. “L’inaugurazione di questa nave è un simbolo, dobbiamo dare un messaggio di speranza”, aggiunge. Perché l’Expo è al centro dei pensieri, un’infezione ormai aperta e visibile. La manifestazione non può fallire e non può fermarsi ancora perché all’appuntamento manca ormai un solo anno. “C’è bisogno di una nuova task force. Stavolta non di tecnici. Penso invece a un sostegno legale e giuridico all’Esposizione, che difenda la trasparenza di tutti i prossimi passaggi. Questo è il vero aiuto che possiamo dare al commissario”, insiste il premier. “Quando ci sono grandi interventi, grandi iniziative, se ci sono delle vicende che non vanno bene, se ci sono problemi con la giustizia, si devono fermare i responsabili e non le grandi opere” spiega. “Mi sembra una buona idea quella di rafforzare ulteriormente il versante anticorruzione sull’Expo” sostiene da Bari il ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

I consumatori sono stanchi. Adusbef e Federconsumatori si dicono “inorriditi” di fronte ai fatti di corruzione per gli appalti per l’Expo 2015 e rilanciano proponendo l’istituzione di un comitato di Garanzia “affidato a personalità di sicuro prestigio morale e professionale”. “Siamo francamente inorriditi – sottolineano Adusbef e Federconsumatori – dei fatti, Expo ed altro, che in questi giorni stanno portando a conoscenza a quale livello di corruzione si è ridotto il nostro Paese e che ha oramai raggiunto livelli insopportabili. Tutto ciò oltre a scavare un fossato assai ampio tra cittadini e politica e ancor più grave tra cittadini e istituzioni, mette in mora anche volontà di rinnovamento e di cambiamento professate in questi ultimi tempi. Ma non vi sono solo in ballo questioni, peraltro rilevantissime di etica e morale, ma anche questioni importanti di politica economica quali i costi della corruzione che inciderebbero per 90-100 miliardi sulla nostra economia nonché la diffidenza se non il rifiuto di investitori e investimenti esteri utilissimi a dare risposte alla gravissima crisi occupazionale del nostro Paese”. 

Le due associazioni chiedono da un lato “l’urgenza di mettere in campo decisioni importanti sia di carattere normativo quali forti inasprimenti per le sanzioni relative ai reati di corruzione e concussione e sia di impedimento di nomine clientelari che determinano quasi sempre, con un ‘quasi’ forse eccessivo, rapporti malati tra politica e gestione imprenditoriale e dall’altro serie verifiche e controlli per la necessaria chiarezza e trasparenza degli affidamenti di appalto”. 

Forza Italia: “Clima di sfiducia”. 
Nomine clientelari, sottolineano le associazioni, che “determinano quasi sempre, con un ‘quasi’ forse eccessivo, rapporti malati tra politica e gestione imprenditoriale”. E da Forza Italia si alza la voce di Giovanni Toti da “L’intervista” di Maria Latella, su Sky Tg24: “Non so quali siano i contorni dell’inchiesta, né quanto la ‘ndrangheta abbia le mani sull’Expo. I magistrati facciano bene il loro lavoro, la politica da parte sua deve mettere in sicurezza l’Expo” afferma il consigliere politico. “Questo governo sta facendo poco e niente per la ripresa dello sviluppo del sistema Paese”, incalza. “I contorni dell’inchiesta” sull’Expo “non li conosco. Da come la vedo e la leggo sui giornali mi sembrano per la verità tutti personaggi ai margini della gestione dell’Expo. Per quanto riguarda Forza Italia mi sembra si tratti di calunnie, non c’è ora nessun riscontro. Si deve anche dire che nelle intercettazione spesso si millanta”. “In ogni caso, sarebbe bene non conoscere le intercettazioni prima che si conosca il quadro – conclude -. Al momento non ho nulla da recriminare per il mio partito. Al momento” le notizie uscite “sembrano calunnie”. 

Boldrini, Giannini e Bindi, Manifestazione resta un’opportunità.
 La Presidente della Camera Laura Boldrini invita tutti a distinguere dopo gli arresti per la corruzione negli appalti per l’Expo: “E’ una grande occasione e si deve buttare fuori quello che di sporco c’è, ma la corruzione – dice a Montecitorio – non è un fatto endemico. Si può e si deve distinguere. Sull’Expo non ci debbono essere ombre di alcun tipo”.

A difesa dell’Expo scende anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini: “Mi sembra di vedere le aperture dei giornali di vent’anni fa e da cittadina è triste, perché o non è cambiato nulla o si sta ripetendo qualcosa di brutto che speravano di avere rimosso, la commistione tra malaffare e istituzioni. Questo, però, non deve inficiare la qualità della manifestazione, che è una grandissima opportunità” dice dal Salone del Libro di Torino.

Repubblica