Expo, “Cupola attiva fino al giorno prima degli arresti”.

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Affari illeciti fino all’ultimo. La «squadra» guidata dal terzetto Frigerio-Greganti e Grillo una settimana prima della firma da parte del gip Fabio Antezza dell’ordinanza di custodia cautelare era ancora in piena operatività.
È quanto emerge dal provvedimento con cui l’altro ieri sono finiti in carcere l’ex parlamentare della Dc Gianstefano Frigerio, l’ex funzionario del Pci Primo Greganti, l’ex senatore di Fi-Pdl Luigi Grillo, l’ex segretario ligure dell’Udc Sergio Cattozzo, un imprenditore e il manager di Expo Angelo Paris nell’ambito dell’inchiesta milanese su presunti appalti truccati e un sospetto giro di mazzette nella sanità lombarda e per i lavori di Expo. Nel provvedimento del giudice infatti si parla di una riunione dello scorso 28 aprile (l’ordinanza è stata firmata il 5 maggio e eseguita tre giorni dopo) in cui i «sodali (…) organizzano l’affare illecito inerente l’assegnazione delle opere inerenti i padiglioni dei Paesi partecipanti ad Expo 2015».

Nell’incontro Paris, come risulta dalle intercettazioni, avrebbe fornito a Greganti e a Cattozzo «l’elenco dei Paesi ancora in fase di aggiudicazione precisando – annota ancora il gip – nel corso di una telefonata intervenuta ad hoc con Stefano Acbano (Corporate planner di Expo, ndr) che la procedura per la realizzazione dei padiglioni dei paesi è ‘pubblicisticà» e chiedendo al manager «informazioni circa le procedure ancora pendenti».

Dalle carte dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dai pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio sono venuti a galla i tentativi della «cupola» di ‘mettere le manì non solo sul progetto Vie d’Acqua ma anche sui lavori di costruzione di una sessantina di padiglioni dei paesi ospiti alla Esposizione Internazionale dell’anno prossimo, facendo leva anche sui ritardi e proponendo, per dirla con le parole intercettate di Frigerio, una «soluzione di emergenza» con lo scopo di favorire, tra le imprese aggiudicatarie, quelle ‘amiche’.