Europee, caos FI. Berlusconi frena sui figli

SILVIO BERLUSCONI 2

ROMA «Non ho ancora deciso, ma tendo a escludere di candidare uno dei miei figli». Silvio Berlusconi, a poco più di due mesi dalle elezioni europee, non ha ancora sciolto la prognosi sulla successione. «Anche perché», spiega un suo stretto collaboratore, «il presidente coltiva tutt’ora la speranza di potersi candidare. Magari grazie a qualche Corte di giustizia…».

Ma il tempo stringe. Il 10 aprile, se il Tribunale di sorveglianza di Milano non rinvierà la decisione, l’ormai ex Cavaliere saprà se dovrà trascorrere un anno ai servizi sociali o agli arresti domiciliari. In un caso o nell’altro, gli sarà molto difficile dedicarsi alla campagna elettorale. In questa situazione, con Forza Italia descritta allo sbando, l’imperativo è dispensare ottimismo. Ci prova il consigliere politico Giovanni Toti: «Vorrei rassicurare i molti gufi e uccelli del malaugurio, Berlusconi comunque ci sarà, come promesso ai suoi sostenitori. Per le liste c’è ancora un mese di tempo e saranno ottime».
In verità nel partito, con Berlusconi proiettato sulla data del 10 aprile, regna il caos. Maria Stella Gelmini a Micaela Biancofiore spingono perché si candidi uno dei figli. Tutti gli altri frenano. E mentre Piersilvio fa sapere di non essere interessato (esattamente come Marina), la giovane Barbara è molto interessata. Di più: «Punta espressamente alla candidatura, sta facendo i salti mortali per convincere il padre», dice una fonte ben informata.

IL SIMBOLO
La soluzione che piace invece ai colonnelli è quella di lasciare il nome di Berlusconi sul simbolo di Forza Italia. E di lasciarlo senza che nessuno dei figli guidi le liste per le europee. «Tecnicamente il nome potrebbe non essere necessariamente collegato alla presenza di un candidato con lo stesso nome», spiega Francesco Paolo Sisto, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, «in passato, anche per le elezioni amministrative, Forza Italia aveva il nome di Berlusconi nel simbolo senza che lui fosse candidato». La pensa allo stesso modo il capogruppo in Senato, Paolo Romani: «Le nostre liste potrebbero chiamarsi “FI-Berlusconi per l’Europa”, oppure ”Forza Italia per l’Europa con Berlusconi presidente. Ma di certo non si pone il problema della successione dinastica, Silvio resterà nostro leader». Ancora più netto Maurizio Gasparri: «Quando ho parlato con Berlusconi della possibilità che Marina, Barbara o Piersilvio scendessero in politica, lui ha sempre negato l’eventualità».

 

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