Europa League: 5 italiane agli ottavi. E tra le 11 avversarie non c’è il Liverpool

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La manita sa di storia. Fiorentina, Inter, Napoli, Roma e Torino regalano all’Italia un meraviglioso en-plein in Europa League che garantisce al nostro Paese ben cinque squadre agli ottavi. Non le abbiamo mai avute, non le ha nessun altro stavolta. Sembra quasi un ritorno alla vecchia Coppa Uefa, quando (allora sì) dominavamo: così domani alle 13 a Nyon la notizia peggiore che potrà arrivare dal sorteggio sarà un eventuale derby. Il sogno è continuare il cammino ancora con tutte.

FUORI — Nella notte trionfale per il calcio italiano, c’è un azzurro triste. È Mario Balotelli. Il Liverpool, infatti, saluta a sorpresa l’Europa League ai sedicesimi. I Reds, dopo l’1-0 dell’andata ottenuto grazie al rigore dell’azzurro, perdono con lo stesso risultato a Istanbul contro il Besiktas e proprio ai rigori vengono eliminati a causa dell’errore decisivo di Lovren, l’unico della serie. Ironia della sorte, Balotelli era già uscito, mentre non erano in campo Gerrard, il rigorista principale, e Henderson, che a Balo aveva conteso il penalty una settimana fa.

SIVIGLIA — Dopo il Tottenham, dunque, saluta un’altra squadra inglese: l’unica rappresentante della Premier, allora, resta l’Everton, la meno accreditata del lotto anche perché non sta disputando una grande stagione. Ma Lukaku e Mirallas, a segno nel 3-1 allo Young Boys, restano temibili. E tutto sommato sarà meglio evitarli agli ottavi. L’urna non pone paletti (sì ai derby, no alle teste di serie), ma presenta pericoli: tra le 11 avversarie straniere, ci sono squadre di grandissima qualità, almeno di pari livello con le nostre big. Il Siviglia, innanzitutto, non solo perché è campione in carica: il 3-2 con cui si è sbarazzato del Borussia Moenchengladbach ne conferma il grande valore. Non c’è più Rakitic, ma hanno ancora Bacca, che di gol ne fa.

WOLFSBURG E ZENIT — Uno dei pericoli più grande, però, forse arriva dalla Germania: il Wolfsburg, avanti dopo lo 0-0 di Lisbona, ha battuto 4-1 il Bayern di Guardiola, è praticamente certo del secondo posto in Bundesliga e coltiva nemmeno troppo segretamente il sogno di dare filo da torcere fino alla fine a Pep per il Meisterschale. Ha comprato Schürrle a gennaio, aveva già De Bruyne a garantire fantasia davanti e Luiz Gustavo solidità a centrocampo. Poi ci sono le russe Zenit e Dinamo Mosca: della prima si sa tutto e la facilità con cui si è sbarazzato del Psv (battuto 3-0 al ritorno con Criscito in panchina 90 minuti) racconta che è ancora un’ottima squadra, probabilmente la più forte tra le 11 avversarie, con Hulk principale spauracchio; la Dinamo è la novità ma dallo straniero Valbuena ai russi Kokorin e Denisov hanno giocatori di qualità. Meglio una trasferta in Ucraina, sul campo del Dnipro, o ancora di più in Belgio, su quello del Bruges.

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