Europa e Usa pronti a reagire con le sanzioni

OBAMA 3

NEW YORK L’ira di Barack Obama e dell’Europa si abbatte sul Cremlino. Washington e Bruxelles non riconosceranno mai i risultati di un referendum «illegale», «contrario alle leggi internazionali» e svoltosi «sotto la minaccia di un intervento delle truppe russe». La Casa Bianca parla di «azioni pericolose e destabilizzanti» da parte della Russia e condanna i movimenti di soldati ai confini con la Crimea.
Per i presidenti della Ue, Herman Van Rompuy, e della Commissione Ue, Manuel Barroso, la soluzione può essere fondata solo «sull’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina». Mentre il premier Matteo Renzi fa sapere che l’Italia «lavora con Francia, Germania e Gran Bretagna per ridurre le frizioni e salvaguardare il diritto internazionale, cosa che non sta avvenendo».
Tutto sembra pronto per il varo di sanzioni pesanti e senza precedenti contro la Russia. Misure che vadano a colpire le persone e gli interessi economici e commerciali legati all’attuale leadership di Mosca. Oggi a Bruxelles si riuniranno i ministri degli Esteri dell’Unione Europea e prenderanno una decisione.