Eni, Enel, Poste: Renzi cambia i capitani dell’industria di Stato

MATTEO RENZI 7

Ci sono voluti i tempi supplementari. Ma alla fine Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan hanno quasi sciolto tutte le riserve sui nomi dei manager che saranno chiamati a guidare i grandi gruppi di Stato. Ieri il premier ha passato la domenica a Pontassieve, nel suo paese, ma non è stata la classica domenica in famiglia. Renzi è stato in costante contatto con Padoan, appena rientrato dal suo viaggio a Washington per l’incontro con il Fondo monetario internazionale. Fino a ieri sera non tutti i nodi erano sciolti. Se all’Eni la successione di Claudio Descalzi, l’attuale capo del settore esplorazione del Cane a sei zampe è data per quasi fatta, all’Enel non tutto è definito. Vige un fortissimo riserbo, ma da quello che trapela il candidato interno, l’attuale amministratore delegato della controllata Egp, Francesco Starace, sarebbe insidiato dal numero uno di Sorgenia (gruppo Cir) Andrea Mangoni.
GLI INCROCI
Questo, tuttavia, rischierebbe di mettere fuori gioco l’amministratore delegato del gruppo Cir-Espresso, Monica Mondardini, uno dei nomi «rosa» che Renzi vorrebbe vedere alla guida di una società pubblica in virtù di quella ampia presenza femminile che vorrebbe caratterizzasse questo suo primo giro di nomine. Dunque, a poche ore dall’annuncio definitivo potrebbero non mancare sorprese. La partita dell’Enel si ripercuote su tutte le altre caselle. In Terna è dato in pole position l’amministratore delegato di GdF-Suez Italia, Aldo Chiarini. Ma se Starace non dovesse farcela alla guida dell’Enel potrebbe essere dirottato sulla società della rete. Discorso analogo vale per Poste Italiane. Fino a qualche giorno fa Monica Mondardini era data in vantaggio su tutti. Se tuttavia Mangoni dovesse spuntarla in Enel, è difficile che un altro manager di primo piano del gruppo Cir-Espresso possa essere nominato. A quel punto il nome più gettonato per prendere il posto di Massimo Sarmi alla guida di Poste potrebbe essere quello di Francesco Caio, ex Mister Agenda Digitale, già amministratore delegato di Cable & Wireless e di Avio. Ancora incerta la corsa per Finmeccanica, con in pista l’attuale amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, che nonostante i contrasti sugli stipendi dei manager, resta molto stimato da Renzi. L’altro esterno in lista per prendere il posto di Alessandro Pansa (che potrebbe finire a Fintecna o Terna), è quello del numero uno di Invitalia, Domenico Arcuri. Se tuttavia la casella di Finmeccanica dovesse essere alla fine occupata da Moretti, Arcuri potrebbe essere dirottato proprio alle Ferrovie. La soluzione interna, invece, porta il nome di Giuseppe Giordo. A leggere le liste, tuttavia, resta il nodo proprio delle quote rosa, che a questo punto potrebbero essere più che i capi azienda i presidenti. Patrizia Grieco, ex numero uno di Italtel, potrebbe finire all’Enel. Un’altra presidenza potrebbe andare a Marta Dassù, ex viceministro degli Esteri, mentre sono in ribasso le quotazioni di Emma Marcegaglia e dell’ex ministro Paola Severino. In Finmeccanica quasi certa la riconferma di Gianni De Gennaro come presidente. Stamane dovrebbe riunirsi il comitato nomine per approvare le liste che in serata saranno comunicate.

Il Messaggero