Elezioni Roma 2016, Raggi rivela staff M5s. Ricorso in tribunale contro codice etico: “Candidata ineleggibile”

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La candidata sindaco M5s a Roma, se eletta, per le decisioni “giuridicamente complesse” dovrà consultarsi con un “mini direttorio” composto dalla deputata Roberta Lombardi, la senatrice Paola Taverna, l’europarlamentare Fabio Massimo Castaldo e il consigliere regionale del Lazio Gianluca Perilli. Sono questi i nomi dello staff di Virginia Raggi, resi pubblici con un post sul blog di Beppe Grillo dopo le polemiche degli scorsi giorni: la grillina ha infatti firmato il codice etico che prevede tra le altre cose una penale di 150mila euro per chi dissente e la necessità di fare riferimento allo staff per coordinare le decisioni. Proprio questo punto viene contestato da dissidenti e avversari, tanto che nelle scorse ore è stato presentato un ricorso al tribunale civile di Roma che chiede l’ineleggibilità della Raggi perché “l’accordo limita la sua autonomia nelle decisioni”.

La candidata grillina ha deciso a due settimane dal voto di rivelare il nome dello staff che la supporterà nei prossimi mesi. “Il codice etico del Movimento 5 Stelle“, si legge sul blog, “sottoscritto dai candidati a Roma prevede che in caso di elezione a sindaco mi debba coordinare con la giunta e, per le questioni giuridicamente complesse, con il supporto di uno staff coordinato dai garanti del Movimento. I membri di questo ‘staff’, di cui tutti finora hanno parlato a sproposito, sono i parlamentari, gli europarlamentari e i consiglieri in Regione Lazio con cui da sempre ci coordiniamo”. E ha concluso: “Roma ha bisogno di tutti i livelli istituzionali per essere governata al meglio”.

Intanto fa discutere il ricorso in tribunale dell’avvocato romano Venerando Monello che chiede “l’ineleggibilità” della Raggi. Il legale, contestando il “codice etico” firmato dalla Raggi, chiede un provvedimento che escluda la candidata M5S dalle elezioni prima del voto per il Campidoglio del 5 giugno. Monello spiega di essere “iscritto al Pd dal 2013″, ma di avere intrapreso l’iniziativa legale “da privato cittadino e senza consultare alcun esponente del partito democratico”. L’avvocato sostiene che “non si può violare la Costituzione e che la stessa Raggi non può essere privata dei propri diritti”. “La finalità del contratto – ha scritto Monello in un comunicato – non è solo quella di coordinare e gestire l’attività politica dei futuri amministratori eletti nelle liste del M5S, ma di coartare la volontà decisionale degli atti politici e amministrativi dei futuri eletti, attraverso l’imposizione di specifiche direttive in deroga al principio costituzionale di divieto di mandato imperativo“.

Il Fatto Quotidiano