El Shaarawy, è Primavera: da domenica può ripartire

Stephan  El Shaarawy

Se qualcosa può andar peggio, lo farà. E’ una di quelle fastidiose massime che Stephan el Shaarawy ha imparato a far sue. Nella stagione passata, dopo una prima parte fatata era rientrato nella regola di un ventenne, e questo già aveva provocato problemi al Milan e polemiche intorno a lui e al suo effettivo grado di maturazione. Comunque, la stagione scorsa era finita in panchina (contro il Siena e non solo) però al terzo posto, e con la convocazione di Prandelli per la Confederations Cup in tasca. Sembrava tutto più o meno normale, i logici alti e bassi di un ragazzino catapultato al posto d’onore di una squadra titolata. Sembrava.

Gol L’annata 2013-2014 è stata ben peggiore: neppure una mezza stagione da celebrare, niente negli ultimi mesi. Alla voce «partite da ricordare» restano quella di Eindhoven che ha trascinato il Milan verso la Champions League. El Shaarawy aveva ritrovato il gol in una amichevole disgraziata contro il Manchester City: 5-0 per gli inglesi dopo mezzora, poi pisolino collettivo del City, reazione orgogliosa e doppietta di El Shaarawy, infine un sopportabile 5-3 per chiudere la serata. Già da questo si poteva capire che non sarebbe stata una grandissima annata, ma in quel giorno di mezza estate in Baviera El Shaarawy, pur seccato per la sconfitta, si poteva consolare con il gol ritrovato dopo cinque mesi. Senza sapere che il peggio doveva venire.

Risveglio E il peggio si è materializzato nel primo infortunio contro l’Ajax, poi nella frattura al piede trattato con terapia conservativa, quindi operato a fine 2013. Quel che resta della stagione di El Shaarawy sono sette presenze e la speranza di giocarsi qualcosa adesso, per cancellare chiacchiere e un mistero che si risolve tutto in una cicatrice sul piede sinistro. Ieri El Shaarawy si è allenato un po’ con i suoi compagni, più tardi con la Primavera, ha pure segnato un gol in partitella finito subito sui siti milanofili. Una volta i gol di Stephan che venivano celebrati erano altri, ma ora bisogna procedere a piccoli passi e Stephan è già contento così, dopo aver visto i compagni da vicino per due giorni di seguito e aver fatto ieri tutto il lavoro con la Primavera, dove in fondo c’è gente poco più giovane di lui. Ha bruciato le tappe, deve ritrovare una velocità normale.

Attesa Questi mesi sono passati con il sostegno dei genitori, del fratello Manuel e degli amici Manuel e Aurel, quelli della scuola media. Sono passati senza perdersi una partita, agitandosi sul divano e prendendolo a pugni quando le cose al Milan precipitavano. Sono passati con l’idea che prima o poi il dolore sarebbe svanito. I momenti peggiori sono stati quelli dopo l’intervento chirurgico del professor Van Dijk. Operato da un medico col nome da pittore (con grafia un po’ diversa), El Shaarawy spera di tornare presto al colore del gol. L’azzurro della nazionale è sbiadito, resta la speranza di rodarsi con la Primavera e magari essere convocato contro il Livorno. Sarà la vigilia di Pasqua, eppure sarebbe inappropriato parlare di fine calvario: El Shaarawy è troppo a posto per paragonarsi a chi ha sofferto l’indicibile. «Ha perso una stagione, ma è forte. Non si abbatte mai e tornerà come prima». Parola di fratello.

LA GAZZETTA DELLO SPORT