Ecco la strada che porta il Milan verso i cinesi: operazione da 740 milioni

Berlusconi Milan

Nero su rosso. Tutto quello che avevamo anticipato in queste settimane, è confermato. C’è il tanto atteso e sofferto sì di Silvio Berlusconi, ma soprattutto, c’è la firma di Fininvest sull’accordo per andare a trattare in esclusiva la cessione dell’A.C. Milan con la conglomerata cinese rappresentata dall’advisor italoamericano Sal Galatioto e dalla sua GSP.

La svolta è arrivata nelle ultime 24 ore, al termine di una trattativa serratissima e piena di colpi di scena anticipata in esclusiva dal nostro sito già dallo scorso 15 aprile. L’ultimatum partito ieri da New York dalla Galatioto Sports Group, stanca di aspettare e infastidita dai tanti dubbi del patron rossonero, ha dato un’accelerata decisiva a un accordo che era pronto già da tempo. Accordo finalmente approvato anche da Silvio Berlusconi in persona, che non ha mollato se non dopo aver ricevuto le garanzie richieste. Da questo momento fino alla scadenza prevista per metà giugno (a chi vi scrive risulta il 15 giugno, ma presumibilmente la stessa verrà prorogata in caso di esiti positivi nella trattativa fino a metà luglio) il Milan tratta soltanto con la conglomerata cinese (rappresentata da almeno 6 potenti gruppi finanziari, tra cui l’Evergrande Real Estate Group come anticipato in esclusiva dal corrieredellosport.it lo scorso 27 aprile). E da oggi, anzi meglio, da domani, inizierà la due diligence vera e propria, con le parti che daranno il via all’indagine finalizzata alla raccolta e alla verifica di tutte le informazioni necessarie a valutare questa complessa e, per certi versi, storica, operazione economica.

IL COMUNICATO FININVEST – Cominciamo dal tanto atteso comunicato della Fininvest che ha dato il via, con un sì raccolto all’unanimità questa mattina in un cda straordinario, alla trattativa in esclusiva con i cinesi rappresentati da Sal Galatioto ed ha confermato che il lavoro svolto dalla redazione del corrieredellosport.it stava andando nella giusta direzione. Lo stesso recita: «Fininvest ha raggiunto un accordo per un periodo di esclusiva con un gruppo di investitori cinesi relativo alla cessione di una quota dell’Ac Milan. È stato contemporaneamente sottoscritto un promemoria d’intesa, partendo dal quale si darà il via ad un approfondimento della trattativa. Il periodo in esclusiva è stato definito in modo da risultare compatibile con la complessità delle tematiche da discutere, le esigenze della società e gli appuntamenti previsti dal calendario delle attività calcistiche».

ESCLUSIVA NON VINCOLANTE? – Partiamo dalla parola “quota”: lo abbiamo anticipato e ci arrivano conferme. Le parti trattano la cessione immediata del 70% del pacchetto azionario del Milan e quella del restante 30% da ultimare nel giro di un anno. Passiamo alla cifra dell’operazione: abbiamo anticipato anche questa, il range era tra i 700 e i 730 milioni, la cifra esatta dell’operazione dovrebbe essere 740 milioni per l’intero pacchetto azionario del Diavolo, tolti i debiti. E’ tutto scritto su quel “promemoria d’intesa” che la stessa Fininvest cita nel suo comunicato.
Passiamo alla parola “esclusiva”. Non siamo di fronte a un’esclusiva nuda e cruda, ma da quello che ci risulta la potremmo definire un’esclusiva “modificata”: anche qui, come anticipato, l’accordo sottoscritto prevede delle penali nel caso Berlusconi e la Fininvest decidano di rompere il vincolo di esclusiva, ma lo stesso è subordinato a delle clausole che il patron rossonero ha voluto espressamente nei termini dell’accordo.

La prima: c’è una scadenza. Entro presumibilmente 15 giorni dalla firma dell’accordo, cioè a partire da oggi, l’advisor Sal Galatioto ha l’obbligo di presentare al Cavaliere l’intero asset finanziario cinese interessato all’acquisto del Milan. Berlusconi vuole i nomi (e i cognomi verrebbe da aggiungere) dei soggetti coinvolti. Seconda (ed è forse la clausola più importante): anche dopo la presentazione ufficiale dei possibili nuovi proprietari del Milan, a Fininvest (ma l’agente è sempre Silvio Berlusconi) spetta l’ultima parola. In parole spicciole, può dire : «Ok, mi sta bene, andiamo avanti verso la cessione», oppure può rompere l’esclusiva e guardare altrove. Chiaramente lo stesso diritto spetta anche ai gruppi finanziari cinesi, che, presumibilmente, vorranno proseguire nella trattativa.
Chiudiamo con la frase «Il periodo in esclusiva è stato definito in modo da risultare compatibile con la complessità delle tematiche da discutere, le esigenze della società e gli appuntamenti previsti dal calendario delle attività calcistiche»: è chiaro che quanto accaduto oggi non è il primo passo dell’inizio di una trattativa, ma la conferma che la stessa è in essere da molto tempo. E i termini di un accordo possibile viaggeranno di pari passo con la fase di due diligence.

TRATTATIVA SERIA E AVVIATA DA TEMPO – Messa così, sembra una lunga, lunghissima e tortuosa strada da percorrere, ma in realtà le parti sono d’accordo su tutto già da tempo e soltanto i legittimi dubbi del patron hanno complicato tutta l’operazione. Il suo colpo di coda, quel video pubblicato lo scorso venerdì su facebook in cui annunciava di voler vendere da un anno il suo Milan e auspicava di volerlo cedere «possibilmente in mani italiane», è servito da grimaldello.

Perchè ha spiazzato tutti, ma a tutti ha reso chiara l’idea che un’operazione così importante aveva i minuti contati. Galatioto ha posto l’ultimatum e la Fininvest ha detto sì: con l’avallo di Berlusconi, che ieri a pranzo con i figli ha dato il suo assenso. Il Milan prende la strada per la Cina, il corrieredellosport.it, prima di tutti, si era già messo in scia.

#nerosurosso – #nerosurosso, dunque. Come se fosse un hashtag, come se fosse un gioco di parole. I colori del Diavolo, una firma importante e il rosso di una Cina che ha liberato, secondo il piano di Xi Jinping, i capitali necessari da investire nel calcio. Resta da capire la reale composizione della conglomerata cinese: dietro l’Evergrande, unico soggetto confermato e secondo colosso immobiliare della Cina, c’è anche Jack Ma, patron di Alibaba, come socio finanziatore interessato all’acquisto del Diavolo. Sono nomi potenti, che fanno pensare ad una svolta storica. Che seguiremo passo passo. Buona fortuna Milan.

Corriere dello Sport.it