Ebola, primo caso in Europa: contagiata infermiera a Madrid

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E’ il primo caso accertato in Europa di contagio di Ebola. Ad essere infettata è un’infermiera di 44 anni che lavora all’ospedale Carlo III di Madrid. Aveva assistito i due medici missionari infettati, rimpatriati in Spagna dopo aver contratto il virus Ebola in Sierra Leone, e deceduti il 26 settembre. Il contagio è risultato positivo a due analisi successive.
PRONTO SOCCORSO
A confermarlo è stato il ministro spagnolo alla Sanità, Ana Mato. Non sono state diffuse le generalità della contagiata, sposata e senza figli, ricoverata all’ospedale di Alcolcon, alla periferia di Madrid, dov’era arrivata al pronto soccorso domenica mattina alle sette. Faceva parte dell’équipe di trenta sanitari, specializzati in malattie infettive, che ha assistito i due medici missionari, Miguel Pajares, 75 anni, e Manuel Garcia Viejo, 69 anni, dell’ordine di San Juan de Dios, rimpatriati. Dal giorno della morte di Garcia Viejo, l’infermiera è andata in vacanza, in una località che non è stata resa nota. La donna, da sei giorni, aveva 38,6 di febbre accompagnata da astenia, secondo quanto ha spiegato il direttore di assistenza primaria della Comunità di Madrid, Antonio Alemani.
«Non consta nessun altro caso di contagio – ha spiegato Alemani – abbiamo cominciato uno studio su tutti coloro che sono venuti a contatto con la paziente, a cominciare dal marito e da una sessantina di sanitari sia dell’ospedale Carlo III che di quello di Alcorcon». Dal ministro Mato un messaggio di tranquillità: «Sono state prese tutte le misure di sicurezza per evitare il contagio. La malattia si trasmette solo per contatto con i fluidi del paziente». Nell’ospedale Carlo III gli infermieri assicurano che le misure di protezione sono rigide, si utilizzano doppie tute speciali e doppi guanti, con occhiali.
Così era equipaggiata l’infermiera, che ha avuto contatti diretti con i missionari. Ma la polemica s’infiamma di pari passo con il propagarsi della psicosi. Fonti sindacali denunciano che, secondo il protocollo stabilito, i sanitari che hanno assistito i due missionari ammalati dovevano solo sottoporsi a una “vigilanza passiva”, vale a dire misurarsi la febbre due volte al giorno durante le tre settimane successive all’ultima esposizione. Per di più, se durante la degenza di Pajares il sesto piano dell’ospedale Carlo III era stato evacuato dagli altri pazienti infettivi, lo stesso non era avvenuto durante il ricovero di Garcia Viejo. Secondo le compagne di lavoro della donna, il reparto non era stato evacuato perché era sigillato, dopo la morte di Pajares, e per potervi accedere i sanitari dovevano essere in possesso di uno speciale pass.
L’AFRICA
I socialisti del Psoe esigono l’audizione urgente del ministro Mato al Congresso dei deputati. L’infermiera è la terza ammalata di Ebola trattata a Madrid, la prima contagiata in loco. Rientrato l’allarme per due malati sospetti, uno in Olanda e uno negli Stati Uniti. Le vittime dell’Ebola sono già 3.338, secondo gli ultimi dati dell’Oms. I paesi più colpiti, con 7.178 casi di contagio accertati, sono in Guinea, Liberia, Nigeria, Senegal e Sierra Leone dove in un giorno sono morte 121 persone. Fino a ieri, tutti i casi avevano come origine dell’infezione l’Africa, anche se si attendono i risultati degli accertamenti su un cittadino liberiano ricoverato in Texas, che potrebbe aver contagiato durante il tempo in cui fu rimandato a casa dall’ospedale, prima della diagnosi.

Il Messaggero