E sull’impiego dei mezzi Nato l’Italia incassa solo un rinvio

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È andata come dove andare, con Angela Merkel che nell’ora di colloquio a tu per tu con Matteo Renzi, ha confermato l’indisponibilità tedesca sulla proposta italiana per i migranti (eurobond per aiutare gli africani a restare a casa propria) e alla fine, quando i due hanno affrontato i giornalisti, il presidente del Consiglio l’ha buttata sulla metafora calcistica: «Angela è una grande tifosa del Bayern, che il prossimo anno sarà allenato da un italiano, Carlo Ancelotti. Non c’è dimostrazione migliore che Italia e Germania devono provare a vincere insieme al di là dei luoghi comuni. Vinciamo o perdiamo insieme». E Angela Merkel, reduce dalla delusione della eliminazione del Bayern ad un passo dalla finale di Champions League, è restata al gioco: «Speriamo che l’allenatore italiano abbia successo con il Bayern….».

Duetto agrodolce tra personaggi che oramai si conoscono bene, sanno come parlarsi, in pubblico e in privato. Angela Merkel era di passaggio a Roma, in occasione del conferimento (questa mattina) del premio Carlo Magno a papa Francesco e dunque l’incontro a palazzo Chigi con Matteo Renzi non aveva alle spalle la preparazione diplomatica tipica dei vertici ufficiali e neppure una speciale aspettativa da entrambe le parti. Matteo Renzi però contava di incassare due cose: una apertura di credito da parte tedesca sul suo «Migration compact» e un appoggio tedesco sulla proposta italiana di spostare navi Nato nel quadrante del Mediterraneo centrale.

Sulla proposta di emissione di Eurobond per finanziare il piano migranti, Renzi coltivava una speranza in più: strappare su questo fronte un impegno tedesco ad un’azione a tre, Italia-Francia-Germania, un patto che possa fare da traino a tutta l’Unione. Ma, come tradizione, su questo fronte i tedeschi sono sordi.

Angela Merkel, nel colloquio, lo ha spiegato a Renzi con toni davvero molto soft: «Matteo, apprezzo la tua iniziativa e il Migration compact: è una strada da seguire anche se abbiamo idee diverse sugli strumenti di finanziamento. Una strada potrebbe essere quella di un diverso uso dei fondi comunitari».

Porta chiusa, ma Renzi non ha drammatizzato e lui stesso ha pubblicamente preannunciato la posizione tedesca. I due si sono presentati nella sala stampa di palazzo Chigi, in perfetto orario rispetto al programma annunciato (dalla Cancelleria) due giorni fa e Renzi ha subito dato atto della posizione appresa poco prima dalla Cancelliera. E qualche ora dopo, in Campidoglio, ha chiarito ancora meglio: «Non siamo innamorati di una o di un’altra forma di finanziamento, ma l’Europa deve saper guardare all’Africa come alla sfida maggiore che abbiamo davanti».

Nel colloquio, la Cancelliera ha confermato di non apprezzare la posizione oltranzista del governo austriaco, mentre non si registrano novità sulla questione-Nato. Gli italiani hanno proposto di costituire un coordinamento tra le quattro missioni navali attualmente operanti nel Mediterraneo, l’europea Sofia, l’italiana Mare sicuro, quella nell’Egeo guidata dai tedeschi e quella Nato che agisce nel quadrante orientale. Il governo italiano chiede anche un trasferimento di mezzi Nato nell’area centrale del Mediterraneo. Gli americani hanno apprezzato molto e quanto ai tedeschi, da palazzo Chigi trapela soltanto un no comment. Se ne parlerà e quasi certamente si arriverà ad una decisione nel vertice Nato di Varsavia ai primi di luglio.

La Stampa