È Speranza l’anti-Renzi della sinistra Dem

Lorenzo Guerini

L’assenza del vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini alla convention della sinistra interna finita ieri a Perugia è l’ennesima goccia che fa traboccare il vaso delle polemiche interne ai Democratici. La fine convulsa di un fine settimana al vetriolo si consuma ieri, quando Guerini non si presenta a Perugia né manda qualcuno a sostituirlo.

Un fatto «grave» per Roberto Speranza, anche se lo stesso Guerini minimizza ricordando di aver informato della propria assenza sin da mercoledì. «Potevano mandare qualcun altro al suo posto, è una questione di galateo politico», la posizione riportata dall staff della minoranza Pd.

L’impressione è che tutto sia un pretesto per alzare i toni dello scontro, anche alla luce delle parole dello stesso Guerini e dell’altro vicesegretario Dem Deborah Serracchiani che ribadiscono quanto detto sabato da Matteo Renzi, che aveva accusato la sinistra Pd di aver «distrutto l’Ulivo» provocando la ferma reazione di Pier Luigi Bersani. «Non inseguiremo le polemiche di chi vorrebbe riportarci al tempo delle divisioni interne che hanno colpito a morte i governi passati del centrosinistra», dicono Guerini e Serracchiani.

Una lunga scia di veleni cominciata venerdì con l’intervista in cui Massimo D’Alema ha dato praticamente per finita l’esperienza del Pd, che ha cambiato pelle nel Partito Nazione, è continuata infatti fino a sabato, con Bersani a mettere in guardia Renzi: «Ha passato il segno, se tocca l’Ulivo allora mi sentirà davvero. Ricordi che sta governando grazie ai miei voti». Così passa in secondo piano anche lo start alla corsa della sinistra Dem al congresso. Roberto Speranza promette «farò la mia parte», ma per il momento non ufficializza la sua candidatura alla segreteria se non con una «candidatura collettiva» della sinistra in chiave anti-Renzi. A partire, appunto, dal rifiuto di qualsiasi personalismo. Nell’entourage del «giovane fuoriclasse», come lo ha definito Bersani, c’è la consapevolezza che questo modello è il più difficile ma anche l’unico possibile se si vuole lavorare a un centrosinistra «largo e inclusivo». Rimane da capire quando si celebrerà il congresso. Se dallo stato maggiore del Pd si continua a rispondere con un secco no alla richiesta di anticipare l’appuntamento, per Gianni Cuperlo «la legislatura non arriverà a scadenza naturale», ma si voterà dopo il referendum e, dunque, è «auspicabile che prima delle politiche si possa tenere il congresso». Nell’attesa, però, Speranza chiede ai suoi di uscire dal Parlamento, andare nei circoli e ovunque ci sia il popolo della sinistra. «Un congresso circolo per circolo, a cominciare da dopo le amministrative, per chiedere dove sta andando il Pd».

L’ultimo giorno della convention della sinistra Dem è un one man show di Speranza che attacca Renzi sulla politica economica fatta di bonus, sulle tendenze neocentriste del Pd, sugli attacchi riservati sabato a Bersani & Co., sul caso Bassolino e sulle riforme: «Renzi, fai in modo che tutto il Pd possa stare dentro la sfida del referendum, il punto centrale è la legge elettorale per il Senato, lì bisogna far scegliere i cittadini».

Il Tempo