È sempre contestazione

Claudio Lotito 1

L’Olimpico, fortino inespugnabile, violato dal Milan. Il doppio passo falso della Lazio, dopo la sconfitta con l’Atalanta, non va giù ai tifosi. Biancocelesti distratti e assenti, quando si chiude il primo tempo – con i rossoneri in vantaggio grazie al gol dell’ex giallorosso Bertolacci imbeccato da Cerci – ecco i primi mugugni. La curva Nord, decisamente insoddisfatta dalla prestazione degli uomini di Pioli, scoppia in coro: «Tirate fuori le palle». Eppure la Lazio non cambia registro nella ripresa, il gol di Mexes prima e Bacca poi scatena la reazione della tifoseria. Bersaglio numero uno, come al solito, il presidente Lotito. Ma anche la squadra è sotto accusa, al vano gol di Kishna non esultano i laziali, i fischi si fanno sonori al termine della partita. Felipe Anderson e compagni provano ad andare sotto la curva a chiedere perdono ma fanno presto retromarcia e scendono negli spogliatoi. Scuse non accettate, domenica c’è il derby.

A metterci la faccia ci pensa il capitano, Lucas Biglia, che chiede scusa per la debacle: «È stata una sconfitta pesante, giocavamo in casa e avevamo ottenuto qualche risultato positivo per risalire la classifica. Dobbiamo continuare a lavorare – ha spiegato l’argentino dopo la partita – non siamo stati lucidi e non abbiamo fatto girare palla velocemente, quello che sappiamo fare meglio. Abbiamo fatto qualche errore dietro e lo abbiamo pagato, soprattutto contro una squadra forte come il Milan». Le scuse devono finire presto in archivio però, perché il tour de force per la Lazio non è affatto finito. Prima l’Europa League per assicurarsi ancora di più la qualificazione ai sedicesimi, poi la sfida contro la Roma: «Veniamo da un’altra sconfitta. Fa male, ma bisogna mettere la testa a posto. Pensiamo innanzitutto a giovedì perché dobbiamo vincere per qualificarci. Poi testa al derby, l’unica scelta è vincere perché abbiamo le qualità per farlo e per rimanere in alto in classifica – continua a raccontare Biglia – Dobbiamo continuare a crederci e non avere paura, così si esce da queste situazioni. Con queste due partite (Atalanta e Milan ndc) potevamo arrivare in testa in classifica». Ma cosa manca davvero alla Lazio, il capitano sembra averlo capito: «Noi siamo uniti, il problema è che qualche volta andiamo in difficoltà e non abbiamo la personalità per uscirne, soprattutto contro squadre forti. L’anno scorso avevamo solo il campionato, era diverso. Ora ci sono solo tre giorni per prepare le partite, non sono scuse, ma si può sbagliare».

Stamattina alle 10 subito la ripresa degli allenamenti, la squadra ha dormito nel centro sportivo di Formello. Prima del derby, la Lazio volerà in Norvegia per sfidare giovedì a Trondheim il Rosenborg. Per la gara in Europa League, Pioli spera di recuperare almeno Keita: lo spagnolo ieri mattina si è allenato in solitaria e ha svolto un lavoro differenziato, potrebbe farcela. Difficile invece ritrovare Parolo, il centrocampista della Nazionale farà il suo ritorno contro la Roma. Contro i norvegesi sarà turnover totale, stavolta il tecnico biancoceleste penserà eccome alla partita di domenica, lui stesso ha ammesso che schiererà le seconde linee. Scalpitano Matri e Djordjevic, magari sarà la volta buona per vedere Morrison titolare.

Il Tempo