È rispuntata la web tax: dodici mesi per vararla

TASSE 4
Si infittisce il mistero della web tax: introdotta nella Legge di stabilità dal Parlamento, sospesa dal governo Letta e poi cancellata dal governo Renzi nel decreto Salva Roma, rispunta nella delega fiscale, a sua volta approvata definitivamente dalla Camera giovedì scorso.
La norma non è direttamente operativa. La delega afferma che un decreto legislativo dovrà «prevedere l’introduzione, in linea con le raccomandazioni degli organismi internazionali e con le eventuali decisioni in sede europea, di sistemi di tassazione delle attività transnazionali, ivi comprese quelle connesse alla raccolta pubblicitaria, basati su adeguati meccanismi di stima delle quote di attività imputabili alla competenza fiscale nazionale». In gergo tecnico si chiama “aportionment”: consiste nel far pagare alle multinazionali con sede fiscale all’estero le tasse in Italia per la parte di ricavi che si stima siano stati prodotti nel nostro Paese.
La parola passa dunque al governo che, in teoria, dovrebbe esercitare la delega emanando un decreto che contiene la web tax. Per questo adempimento il provvedimento assegna all’esecutivo 12 mesi, quindi il tempo per poter portare la questione in sede Ue.