È la Coppa delle sorprese. Il Carpi fa fuori la Fiorentina.

CARPI

La Coppa Italia delle sorprese fa tappa anche a Firenze dopo le eliminazioni di Genoa e Roma. Il Carpi, che in campionato ha vinto appena due volte su 16, mette il dito nelle piaghe della Fiorentina stanca e un po’ prevedibile dell’ultimo mese e nella ripresa coglie l’attimo con Di Gaudio per una qualificazione assolutamente insperata e ora aspetta la vincente della sfida fra Milan e Sampdoria per continuare magari a sognare.

LE SCELTE — A sorpresa Paulo Sousa aveva scelto la strada del poco turnover: il portoghese rinuncia solo a Borja Valero (non convocato) e lascia in panchina Alonso e Ilicic, oltre che Tatarusanu (ma l’impiego di Sepe, aspirante titolare anche in campionato, era previsto). Non può essere una Fiorentina 2 se c’è spazio per Kalinic, utilizzato per la prima volta in tutta la stagione dall’inizio assieme a Babacar, il che significa un’altra rinuncia a Giuseppe Rossi. Castori aveva meno scelte del collega: rinviato il rientro dal 1’ di Spolli e Bianco (dunque confermati Romagnoli e Lollo), nel solito 4-4-1-1 c’è ancora Matos alle spalle della punta centrale, ovvero Borriello, riproposto dopo la panchina di domenica contro l’Empoli.

PRIMO TEMPO — Dopo un avvio fulminante, forse nella speranza di sorprendere l’avversaria (occasione per Rebic e Kalinic, murati da Brkic, con Babacar poi stoppato in extremis da Gagliolo), la Fiorentina ha capito presto quanto sarebbe stato difficile valicare il muro del Carpi, chiuso molto bene in un 4-4-1-1 in grado di diventare 5-4-1 grazie al lavoro difensivo di Matos e soprattutto Letizia. La squadra di Sousa ha faticato a trovare sbocchi sulle fasce per la giornata grigia di Rebic, piazzato inizlmente a destra, ma anche al centro, dove Kalinic e Bernardeschi si sono alternati nel lavoro di sponda per un Babacar non in giornata. Un po’ meglio quando Sousa ha spostato Bernardeschi a destra e Rebic dietro la coppia offensiva: doppia occasione per Kalinic, che ha aperto troppo il diagonale solo davanti a Brkic, e soprattutto per Rebic, che si è fatto rimontare da Brkic, prima che Badelj colpisse la traversa al 44’. Ma la Viola aveva rischiato non solo al 21’ (palo di Gagliolo), ma ogni qual volta il Carpi aveva avuto la possibilità di uscire dalla sua metà campo.

SECONDO TEMPO — Sousa ha deciso di giocarsi tutte le sue carte nella ripresa: dentro anche Ilicic – trequartista al posto di Rebic nel 3-4-1-2 che nel frattempo Sousa aveva scelto di usare – e poi anche Alonso: praticamente la Fiorentina titolare, ad esclusione di Borja Valero. Ma in realtà quando il Carpi ha trovato il vantaggio (31′) con un diagonale di Di Gaudio, controllato molto a distanza da Tomovic nel suo uno contro uno, la Fiorentina non era andata più in là di un tiretto di Babacar e un rimpianto di Bernardeschi, che ha cercato un compagno invece di tirare da posizione favorevole. Alla Viola non è bastata neppure tentare la trazione stra-anteriore: dentro anche Pepito Rossi, dunque tre punte più Ilicic e Bernardeschi. Risultato? Prima partita della stagione chiusa senza segnare. E la migliore occasione per guadagnare almeno i supplementari l’ha avuta un difensore, Astori, ma l’ha sprecata con un tiro uscito alla destra di Brkic.

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