E’ il fondo cinese Evergrande a comprare il Milan di Berlusconi

Berlusconi Milan

ROMA – Si chiama Evergrande Real Estate Group. E’ il secondo fondo cinese che si occupa di vendite in estremo Oriente, e il proprietario del Guangzhou FC e rappresenta quelli che saranno i nuovi proprietari dell’A.C. Milan. L’indiscrezione circola nelle ultime ore di una giornata lunghissima. Iniziata con il soffertissimo sì di Berlusconi alla cessione del club rossonero, continuata tra conferme e smentite sui possibili acquirenti e conclusasi con quella che appare più di un’ipotesi: i padroni del calcio cinese, quelli che hanno vinto 5 titoli consecutivi nella Chinese Super League usando Marcello Lippi come grimaldello verso un futuro ambizioso, compreranno uno dei club calcistici più famosi del mondo, il Milan.

JACK MA TRA GLI INVESTITORI – L’Evergrande Real Estate Group è stato fondato nel 1996 nella città di Guangzhou ed ha tra i suoi investitori l’ormai arcinoto Jack Ma, proprietario del motore di ricerca cinese Alibaba, il secondo uomo più potente della Cina, patrimonio stimato di 23,1 miliardi di dollari. Attenzione, non solo lui, ma tantissimi altri tycoon orientali. La notizia rimbalza in esclusiva nella nostra redazione che si era svegliata cavalcando l’onda dell’altra soffiata rivelata in anteprima al mondo dell’informazione: il sì di Berlusconi alla cessione del Milan. Tutto sì incastra: Berlusconi avrebbe detto sì, pressato soprattutto dai figli Marina e Piersilvio e dai legali della Fininvest, convinto anche dal fatto che l’offerta cinese, tra i 700 e i 720 milioni di euro, è più che credibile.

I TERMINI DELL’ACCORDO e GLI INVESTITORI – Innanzitutto Jack Ma. E l’Alibaba Sports Group, società del potentissimo imprenditore, che nel 2014 ha comprato proprio il Guangzhou per 192 milioni di dollari. I termini dell’accordo sono noti: l’Evergrande comprerà immediatamente il 70 % delle azioni rossonere, il restante 30 % nel giro di un anno e la cifra totale dell’operazione dovrebbe aggirarsi attorno ai 720 milioni di euro. Dopo il sì di Berlusconi, che sarà ratificato dagli avvocati Fininvest nelle prossime ore, arriverà la firma dell’accordo preliminare, che sarà siglata in un noto studio legale romano a borse chiuse, molto probabilmente nel prossimo weekend.

UNA TRATTATIVA LUNGHISSIMA – La trattativa, iniziata da alcuni mesi, è stata lunga e serrata. Da una parte gli avvocati Fininvest, proprietaria del 99,9 % delle azioni rossonere (lo 0,1 come noto appartiene ai piccoli azionisti), dall’altra l’advisor italomericano Sal Galatioto che dalla sua sede di New York ha curato tutta l’operazione tramite la sua GSP, la Galatioto Sports Group. Un lungo tira e molla, perché centrale, come logico, è stata la figura di Silvio Berlusconi, indeciso fino alla fine sulla vendita della sua creatura più amata. Ma la famiglia ha spinto e il Cavaliere si è piegato davanti a un’offerta davanti alla quale era difficile resistere.

LA FIGURA CHIAVE DI LIPPI – Marcello Lippi. L’ex ct campione del Mondo del 2006 potrebbe essere una figura chiave di tutta questa vicenda. Lui che ha allenato il Guangzhou portandolo sull’Everest del calcio cinese. Lui che ha scoperto un mondo in profonda evoluzione, lui che è sicuramente uno degli uomini di fiducia del fondo Evergrande.

L’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI – Domani sarà un’altra giornata cruciale. Gli azionisti di minoranza si riuniranno per discutere di bilanci e di tutto quanto sta accadendo in casa rossonera. C’è aria di sfiducia, ma tutto potrebbe ribaltarsi se sarà ratificata questa evoluzione sulla cessione imminente del club di Via Aldo Rossi.

XI JINPING, L’EMINENZA ROSSA – Calcio, basket e televisioni, lo sport in Cina sta diventando un affare di stato. Un piano sapientemente escogitato dal presidente cinese Xi Jinping, che ha in mente di trasformare la terra d’Oriente in una superpotenza mondiale del pallone, e chissà, un giorno magari, ospitare i mondiali. Decine e decine di scuole di calcio, infrastrutture nuove di zecca, stage che coinvolgono migliaia di atleti. In Cina da qualche anno sono sbarcati giovani allenatori preparatissimi provenienti da tutta Europa: l’intento è innanzitutto allenare; i campioni, con le giuste idee tattiche, si faranno. Non a caso una vecchia volpe come Jorge Mendes, l’agente di Mourinho e Cristiano Ronaldo, ha scelto di sfondare la muraglia nell’affare Gestifute.

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