«Due colpi e i proiettili che sibilano così ho visto morire i miei colleghi»

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Facile scambiare i colpi di proiettile per qualcosa che cade, quando non ci si aspetta che qualcuno spari in un’aula di tribunale. «Ero accanto alla gabbia degli imputati. Ho sentito due botti, ho pensato ai lavori in corso a palazzo di giustizia. Mi sono girato, ho visto Erba e Limongelli per terra. Erano seduti sulla panca alle mie spalle. Giardiello li ha uccisi a trenta centimetri dalla mia schiena», racconta uno degli avvocati presenti all’udienza.
PANICO
In venti secondi il killer ha seminato il panico. All’allarme è seguita la fuga disperata di migliaia di persone. «Ero al terzo piano è qualcuno ha gridato: ”C’è un uomo armato che spara”. Ci siamo messi a correre. Io e altre tre colleghe ci siamo barricate in una stanza, rifugiandoci sotto le scrivanie. Siamo rimaste lì per una ventina di minuti, poi siamo scappate sa un’uscita laterale», racconta Maria Grazia Siclari, ufficiale giudiziario. Anche l’avvocato Giancarlo Longo era al terzo piano, nel corridoio centrale. «La gente cercava di mettersi al riparo, terrorizzata. Io sono sceso al secondo piano e ho visto la stanza del giudice Ciampi aperta. Lui era sdraiato per terra, morto». Il penalista sassarese Luigi Esposito è ancora scosso: «Una situazione surreale, tanto da essere inizialmente sottovalutata, poi ci siamo ritrovati dentro un incubo». Tutto è cominciato con una voce che urlava: «Stanno sparando, stanno sparando, ha gridato qualcuno nell’aula in cui mi trovavo. All’inizio nessuno sembrava crederci, poi si è scatenato il panico». Le donne sono state portate fuori, «mentre tutti gli uomini sono stati trattenuti per più di un’ora – aggiunge Esposito – per timore che il killer potesse trovarsi ancora all’interno del palazzo». La paura di chi ha vissuto quegli attimi terribili, il dolore di chi era legato alle vittime: «L’aspetto più assurdo è che un uomo è entrato in tribunale con un’arma», afferma l’avvocato Alessandro Brambilla Pisoni, zio di Lorenzo Alberto Claris Appiani, il difensore ucciso da Giardiello.
MORTE SILENZIOSA
La cancelliera Franca Esposito era accanto al giudice quando il killer ha sparato. E’ uscita dalla stanza sconvolta: «Aiuto, il dottor Ciampi è a terra». Fino a dieci minuti prima nell’ufficio del magistrato era riunito il collegio della fallimentare. L’immobiliarista in bancarotta sapeva dove trovare il giudice, ha spalancato la porta è ha sparato senza esitazione. «Fernando Ciampi è crollato a terra senza dire una parola», è l’ultimo ricordo che ha di lui il capo della cancelleria Carmelo Garofalo.

Il Messaggero