Drone inneggia al Kosovo: in Serbia-Albania è il caos. E si rivede Ivan il Terribile

Serbia Albania Euro Soccer

Tensioni, politica e solo sullo sfondo calcio. Si sapeva che Serbia-Albania, partita valevole per le qualificazioni a Euro 2016 (gruppo I) sarebbe stata una sfida particolare, tanto che ai tifosi ospiti era stato vietato l’ingresso, ma ciò che è successo a Belgrado va al di là di ciò che si potesse immaginare. I fischi all’inno albanese, quasi scontati da queste parti, erano solo il preludio di una folle serata.

LA CRONACA — Siamo verso la fine del primo tempo, quando un drone con una grande bandiera della Grande Albania, con la scritta “Kosovo autoctono” e la data del 1912 (la rivolta albanese), sorvola il Partizan Stadium, planando verso il campo. L’arbitro Atkinson sospende per un attimo la gara e il giocatore della Serbia Mitrovic riesce a far sua la bandiera e a scagliarla via. Il gesto però non piace agli avversari: il Kosovo è uno stato a maggioranza albanese, che i serbi considerano come una costola del loro paese. La tensione tra le due etnie ha portato in passato alla guerra e la questione evidentemente crea tensioni anche ora che il Kosovo è un paese indipendente. Anche perché la Serbia non riconosce ufficialmente la nuova Repubblica del Kosovo come un paese autonomo e sugli spalti degli stadi serbi spesso riecheggia il grido “Kosovo è Serbia”.

LA RISSA — Nasce una mega-rissa in campo (alcuni tifosi arrivano sul terreno di gioco armati di seggiolini, il laziale Cana fa andare le mani in difesa dei suoi) e la conseguente agitazione sugli spalti (con lancio di fumogeni e polizia a “calmare” gli animi), con il direttore di gara che decide di sospendere il match al 41’. I giocatori albanesi prendono la via degli spogliatoi, bombardati dal lancio di oggetti vari dagli spalti.

BOGDANOV — Non rientreranno più in campo, a differenza dei padroni di casa. Atkinson avrebbe anche provato a convincere l’Albania a ricominciare, ma secondo i dirigenti e la delegazione ospite non c’erano le condizioni. Nella trattativa per riprendere il match, era coinvolto anche Ivan Bogdanov, l’ultras serbo arrestato a Genova per i disordini durante Italia-Serbia nel 2010. Addirittura Bogdanov è sceso in campo per far valere le sue ragioni e incitare la folla.
IL DRONE — Intanto emergono particolari su chi avrebbe progettato e pilotato il blitz del drone con la bandiera. Si tratterebbe del fratello del primo ministro albanese Edi Rama, che era nella zona Vip dello stadio. Secondo fonti di Belgrado, Orfi Rama sarebbe stato già arrestato. Il paradosso è che il premier albanese era atteso a giorni in Serbia per una visita ufficiale. Intanto il governo di Tirana ha già chiesto ufficialmente a quello serbo di lasciare tornare in Albania la selezione allenata da Gianni De Biasi senza intoppi.
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