Droghe leggere e pesanti, resta in piedi la distinzione

DROGA

ROMA Il Governo ha messo mano per decreto alla normativa antidroga, dopo la bocciatura della legge Fini-Giovanardi da parte della Corte costituzionale. E lo ha fatto rimodulando le tabelle, come ha reso noto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, per reintrodurre le 500 nuove sostanze inserite negli ultimi anni e cancellate per effetto della sentenza della Consulta. In attesa di conoscere il testo del decreto e relative tabelle, entrambi ancora top secret, operatori delle tossicodipendenze e associazioni non si sbilanciano, mentre sul fronte politico Sel grida al «tentativo surrettizio di sabotare la sentenza della Consulta e reintrodurre la Fini-Giovanardi».
Lorenzin, in conferenza stampa, ha spiegato la ratio del decreto. Un provvedimento la cui gestazione parrebbe non essere stata proprio tranquilla: nel Governo si sarebbero confrontate le posizioni di chi avrebbe voluto rimettere la cannabis tra le droghe cosiddette pesanti, come era con la legge del 2006 dichiarata incostituzionale dalla Consulta, e di chi invece, sulla scia della precedente legge rientrata in vigore dopo la sentenza, la Iervolino-Vassalli, voleva la marijuana distinta da cocaina ed eroina.
Secondo fonti del ministero della Giustizia, la quadratura è stata trovata mantenendo intatta la distinzione tra droghe leggere e pesanti, ma sulla questione la Lorenzin non si è sbilanciata, limitandosi a dire che in Consiglio dei ministri non c’è stato alcuno scontro e che il Governo è intervenuto «solo al ripristino delle tabelle riferite alla disciplina amministrativa, perché si era creato un vuoto dopo la sentenza della Corte Costituzionale» che «ha prodotto emergenze nelle ultime settimane, e per questo siamo dovuti intervenire con un atto di urgenza per il ripristino delle tabelle. Per la parte penale e per una riconfigurazione dei reati, rinviamo nell’arco dei 60 giorni di attuazione del decreto a un approfondimento sia in sede interministeriale che parlamentare», ha aggiunto.
Al momento, quindi, nulla cambia sotto il profilo penale, che resta inalterato, come spiegano anche dal ministero della Giustizia: l’assetto delle sanzioni resta quello definito dalla legge Iervolino-Vassalli, con pene comprese tra i 2 e i 6 anni di carcere per le droghe leggere e tra 8 a 20 anni per le pesanti. Resta anche il reato di lieve entità.