Draghi spinge l’euro ai minimi sul dollaro, scende lo spread

MARIO DRAGHI

Euro verso la parità sul dollaro, Borse in continua progressione, rendimenti sui debiti sovrani negativi o nulli in buona parte della zona euro: l’effetto del Quantitative Easing continua a farsi sentire sui mercati, dopo che Mario Draghi ha ribadito la «determinazione» della Banca Centrale Europea a «stabilizzare l’inflazione della zona euro» e a rilanciare la crescita con gli acquisti di titoli pubblici. «Gli sviluppi puntano nella giusta direzione», ha detto Draghi in un discorso a Francoforte: anticipando il programma di allentamento quantitativo, i tassi applicati dalle banche per il credito alle imprese hanno iniziato a declinare, le aspettative sull’inflazione sono in risalita, mentre i rendimenti sui debiti sovrani hanno toccato i livelli più bassi dall’introduzione dell’euro. «Vediamo anche un ulteriore declino nei rendimenti sovrani del Portogallo e di altri paesi che un tempo erano in difficoltà, nonostante la rinnovata crisi greca», ha spiegato Draghi. Secondo il presidente della Bce, «questo suggerisce che il programma di acquisto titoli potrebbe proteggere altri paesi dell’area euro dal contagio».
IL CASO GRECIA
La frase di Draghi sulla Grecia potrebbe nascondere un avvertimento implicito al governo di Atene. La Bce non ha intenzione di fare concessioni, nel momento in cui il consiglio dei governatori dovrebbe ridiscutere il programma di liquidità di emergenza ELA che tiene a galla le banche greche. Ma non solo: grazie al Quantitative Easing, la Bce ritiene che lo scenario di una Grexit – un’uscita della Grecia dalla moneta unica – non avrebbe un impatto significativo sul resto della periferia dell’euro. Di fatto, l’acquisto di titoli è diventato un nuovo scudo anti-spread per Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda. Il Tesoro ieri ha collocato 6,5 miliardi di Bot a un anno, con un tasso allo 0,079%, ma secondo i calcoli di Assiom Forex, applicando le commissioni bancarie, il rendimento netto è negativo con una perdita dello 0,078% per gli investitori. Lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi è sceso a 92,8 punti base. Il differenziale di rendimento dei Bonos spagnoli è stabilmente sotto soglia 90. I rendimenti sui Btp – al 1,13% in chiusura – sono al minimo storico. I tassi su diversi titoli tedeschi sono entrati in negativo, con lo Schatz biennale che è sceso a meno 0,24%. Anche le Borse europee beneficiano del Quantitative Easing: Milano ha guadagnato il 2,18%, Francoforte il 2,66%. Ma l’effetto più spettacolare del Quantitative Easing è sull’euro, che ha proseguito la sua corsa verso la parità con il dollaro, attestandosi a quota 1,06, ai minimi da 12 anni.
Il programma di acquisto di titoli «è un meccanismo che promette di essere estremamente efficace e già lo si vede sui mercati», ha spiegato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan in un’audizione al Senato. «A differenza di altre misure precedentemente prese dalla Bce, rispecchia l’esperienza positiva già adottata da altri» come gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Giappone. Ma, se «la politica monetaria può essere molto potente», da sola non basta, ha avvertito Padoan: servono anche «le riforme strutturali e gli investimenti, che migliorano la capacitò di risposta dei paesi agli stimoli monetari».
Draghi ieri è stato costretto a difendersi dall’accusa, avanzata in particolare in Germania, di aver allentato la pressione sui governi a favore delle riforme con il Quantitative Easing. «L’impatto benefico dei nostri acquisti, invece di ridurre gli investimenti per le riforme, aumenterà i benefici di queste riforme», ha detto il presidente della Bce. Padoan ha invece sottolineato l’importanza degli investimenti per riportare la crescita a tassa sostenuti. La velocità del piano di Jean-Claude Juncker, con cui il presidente della Commissione spera mobilitare da giugno 315 miliardi di investimenti privati, «non è sufficiente», ha detto il ministro: «Pper tornare su sentieri di crescita precedenti alla crisi, che comunque era bassa, servirebbero 700 miliardi di investimenti».

Il Messaggero