Draghi: la crescita è ferma subito riforme strutturali

MARIO DRAGHI

Il quadro economico è peggiore del previsto, la crescita si è fermata e la Bce è pronta a altre misure non convenzionali, ma le priorità per Mario Draghi devono essere le riforme strutturali. «Nessuno stimolo monetario e fiscale potrà mai avere un effetto significativo senza riforme», ha avvertito ieri il presidente della Bce in un’audizione davanti all’Europarlamento, lanciando un appello ai governi senza margini di bilancio a ridurre le tasse e tagliare la spesa pubblica. «La crisi sarà finita solo quando ritornerà piena fiducia nell’economia reale e in particolare nella capacità e volontà delle imprese ad assumersi rischi, investire e creare posti di lavoro», ha spiegato Draghi: «Questo dipende da una varietà di fattori, inclusa la nostra politica monetaria ma anche, ed è perfino più importante, dall’attuazione delle riforme strutturali, dal rispetto della credibilità di bilancio e dal rafforzamento della governance della zona euro». Un concetto più volte ribadito durante le due ore di audizione: secondo Draghi, «le riforme coraggiose» e «l’aumento della competitività» sono «la chiave» per «aumentare gli investimenti».
LO SCENARIO
Il presidente della Bce ha riservato qualche critica ai paesi che invocano flessibilità di bilancio per rilanciare la crescita, ma anche per la Germania che dovrebbe investire di più per sostenere la domanda. Violare le regole del Patto significherebbe «minare un’ancora di fiducia», ha detto Draghi. Nel Patto di stabilità «ci sono margini per una certa quantità di flessibilità», ma dipende «dalle condizioni in cui si trovano i paesi». A quelli che vogliono più margine per gli investimenti, Draghi ha chiesto «dove sono finiti gli incredibili risparmi» in termini di interessi sul debito realizzati grazie alle decisioni della Bce.
Anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha chiuso alle richieste di flessibilità che provengono da Parigi. «La Germania ha dimostrato che si può consolidare le finanze e generare crescita», ha detto Merkel dopo un incontro con il premier francese Manuel Valls. Pur avendo definito «impressionanti» le riforme annunciate dalla Francia, la cancelliera ha chiesto di «rispettare quello che abbiamo concordato» con il Patto di stabilità. Valls ha invece insistito affinché la Germania faccia la sua parte per rilanciare la crescita con più investimenti. Una posizione condivisa da Draghi, che ha chiesto a Berlino di seguire le «raccomandazioni» di Bruxelles sulla riduzione del surplus commerciale. Il presidente della Bce ha spiegato che la ripresa della zona euro «sta perdendo impulso e «i rischi sull’economia sono chiaramente al ribasso». Secondo Draghi, «le prime indicazioni dell’estate sono state più deboli di quanto atteso». Il pessimismo della Bce ha pesato sui mercati europei, con i principali listini che hanno chiuso in negativo. Milano ha perso l’1,43%, mentre lo spread sui Btp decennali è salito a 137 punti.

Il Messaggero