Dossier Qatar Con Mediaset spunta anche un po’ di Milan

Berlusconi Milan

Berlusconi si tiene stretto il Milan, ma qualcosa si sta muovendo nel mondo rossonero. Da Parigi arriva la conferma definitiva che Mediaset è nel mirino della galassia televisiva del Qatar. La trattativa va avanti da mesi e comporta possibili risvolti, indiretti, in chiave Milan: con un evidente beneficio finanziario per le attività imprenditoriali del gruppo Finivest e per la passione calcistica della famiglia.

La svolta Il dossier, infatti, è arrivato sul tavolo della dirigenza di BeInSports, ovvero l’ex Al Jazeera Sports, che fa capo a Nasser Al Khelaifi, presidente anche del Psg ed evidentemente al centro di strategie ultra-milionarie.
Le schermaglie abbondano, considerando anche il ruolo di altri competitor in questa partita. In corsa c’è ad esempio pure Canal Plus, rivale dei qatarioti sul mercato francese.

Alternative Perciò dalla sponda di BeIn Sports viene sottolineato come in questa fase si valuta semplicemente l’opportunità presentatasi, con lo stesso interesse che potrebbe essere riservato ad altri dossier nel resto del mondo. L’operazione comunque garantirebbe alla società qatariota un accesso privilegiato in un mercato strategico per BeInSports che ancora prima di aprire i battenti in Francia, vagliava le prospettive di sviluppo nel resto d’Europa. E in particolare in Italia.

I divieti Negli ultimi giorni, da ambienti parigini, era emerso anche un possibile allargamento dell’operazione al Milan, magari con l’acquisizione del 30% del capitale rossonero, ma da entrambi i fronti arrivano risposte gelide su questo punto. Del resto le norme dell’Uefa sono molto severe sull’argomento e impediscono cointeressi in club con la vocazione per la Champions League. E sia Milan che Psg puntano molto su questa vetrina.

Il progetto In realtà, il dossier allo studio non prevede nessun riferimento diretto al club dell’ex presidente del Consiglio. In ogni caso la strategia qatariota ha ambizioni enormi. In vista del Mondiale 2022 l’emiro Tamim Al Thani s’aspetta che la sua tv sportiva detenga i diritti dei maggiori campionati calcistici. Ma tutto deve avvenire alle giuste condizioni. Meno di due anni fa, il Qatar studiò fin nei minimi dettagli l’acquisizione del colosso americano AEG, che controlla tra l’altro anche gli L.A. Galaxy. Ma poi l’operazione da una decina di miliardi di dollari sfumò.

Il contropiede Si comprende, insomma, l’attuale clima di attesa. Sul versante Mediaset le ultime mosse sono state d’attacco. L’acquisto dei diritti televisivi della Champions per il triennio 2015-18 è la dimostrazione che al quartier generale di Cologno rivendicano un ruolo primario. Ma a che prezzo? Sul tavolo ci sono varie prospettive: la più suffragata porta ad un divisione tra l’area in chiaro e quelle Premium. L’idea è che agli acquirenti vada la più ricca (e costosa) branca della pay tv. Non è un mistero che su questo fronte la concorrenza con Sky presuppone investimenti principeschi e lo sbarco di un competitor così danaroso può dare nuova linfa a tutto il sistema-calcio. Ora bisognerà vedere se questa suddivisione possa avvenire in tempi brevi. Di sicuro saranno necessari molti approfondimenti e ciò spiega la cautela generale. Una fatto è certo: l’incarico alla banca d’affari Lazard, svelato da Bloomberg, fa parte di un altro filone. Non d’attualità.