Dopo l’incendio il radar, aeroporti ko

Fiumicino

È davvero un periodo nero per gli aeroporti della Capitale. Dopo l’incendio al Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino altri forti disagi ieri pomeriggio per i passeggeri anche di altri scali nazionali a causa di un guasto radar a Ciampino. I cui effetti si sono ripercossi pure a Fiumicino. «Al Centro di controllo Enav di Roma Ciampino, per cause tecniche, intorno alle 13.30, c’è stato per dieci minuti un rallentamento nella presentazione dei dati radar. I sistemi di riserva previsti sono immediatamente entrati in funzione. Alcuni voli in arrivo a Fiumicino e Ciampino sono stati fatti atterrare su altri scali» ha comunicato Enav «Il traffico in partenza, in entrambi gli scali, è stato rallentato».

Almeno tre, quattro ore di grandi difficoltà e inevitabile caos. Ritardi fino a due ore a Fiumicino, in particolare, per i voli Alitalia diretti a Milano Linate, Cagliari, Catania e Palermo, o quelli per Stoccolma (Sas), Vienna e Lione (Easy Jet). Oltre che agli aeroporti della Capitale, l’avaria ha creato disagi anche negli scali del centro-sud. Solo intorno alle 17 Maurizio Paggetti, responsabile operativo di Enav, ha spiegato: «La situazione tecnicamente sta tornando alla normalità. Non abbiamo voli annullati, ma solo qualche ritardo. La situazione è standard dal punto di vista tecnico, stiamo allungando i tempi di verifica». Non sono stati comunque rilevati problemi per la sicurezza. È stato attivato il sistema di emergenza, l’assistenza agli aerei è stata affidata ad altri centri di controllo. Il sistema è tornato pienamente operativo in serata con il traffico aereo progressivamente rientrato nella normalità. Proprio ieri mattina il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio aveva fatto un sopralluogo di circa un’ora a Fiumicino nell’area del Terminal 3. Ad accompagnarlo il presidente di Aeroporti di Roma, Fabrizio Palenzona, l’amministratore delegato di Atlantia, Giovanni Castellucci, il presidente dell’Enac, Vito Riggio e l’ad di AdR, Lorenzo Lo Presti e il dirigente della Polizia di Frontiera, Antonio Del Greco. «Un buon lavoro fatto, ora superare le difficoltà rimaste» ha poi twittato il ministro. In precendenza al termine della visita aveva detto: «La situazione a Fiumicino è piuttosto seria. C’è una parte dei locali sotto sequestro della magistratura, ma si sta lavorando con grande intensità. Lasciamo che la magistratura faccia il suo lavoro. Devo dire però che i ripristini sono molto avanti e penso che già a metà della settimana prossima faremo un ulteriore salto di qualità».

Di altro tenore il commento del sindacato dei lavoratori privati in aeroporto che esprime serie preoccupazioni per la salute dei dipendenti a seguito del rogo del 7 maggio. Dice Guido Lutrario dell’Usb: «Ogni giorno riceviamo continue segnalazioni di malori in servizio, certificati medici allarmanti e documenti che lasciano comprendere una situazione ancora molto grave, mentre ancora le autorità pubbliche non hanno certificato la salubrità delle zone aeroportuali già riaperte». L’Usb ha formalizzato al Prefetto Franco Gabrielli la propria posizione di forte critica condiviso dagli altri sindacati. Non piace al sindacato il fatto che la Asl competente non abbia sciolto la riserva sulle condizioni di salubrità che il Coordinamento non è dotato di reali poteri e lascia alle aziende che operano nel Terminal tutta la libertà di agire e non si sappia «quali sono le reali competenze e prerogative nella gestione dei casi di emergenza all’interno dell’aeroporto Leonardo da Vinci».

IL TEMPO