Domani protesta ultrà Galliani e Balo nel mirino

Galliani

La curva è mobile e fa i suoi processi. I capi d’accusa sono più o meno quelli utilizzati da tutti i media e dai tifosi comuni dopo la sconfitta del Milan a Madrid, ma dal procedimento probatorio escono risultati diversi. La curva assolve Seedorf e la famiglia Berlusconi, più una serie di giocatori (tutti gli italiani meno Balotelli, più De Jong e Kakà, considerati professionali e con un alto senso dell’onore), mentre condanna pesantemente Balotelli e Galliani. Per i due c’è l’ostracismo. Via dal Milan, il Milan per il quale i tifosi veri soffrono. Altro che considerazioni sul club più titolato del mondo e foto su twitter.

Via dal Milan Mentre la maggior parte dei mezzi di comunicazione mette in evidenza gli errori di Seedorf e l’inopportunità della scelta presidenziale, che ha voluto mettere un debuttante su una panchina bollente, gli ultrà annunciano una manifestazione ai cancelli di San Siro per domani. Contestazione dura? Molto dipenderà anche dall’andamento della partita con il Parma, ma intanto gli ultras, nel comunicato diramato ieri, fanno i loro distinguo sui protagonisti del dramma stagionale. E Galliani viene considerato il colpevole numero uno per aver speso male i pochi fondi destinati dalla famiglia Berlusconi al mercato.

Acquisti inutili Il primo capo d’imputazione è l’acquisto di Matri, un cavallo di Troia usato anche nei primi atti della battaglia fra Barbara Berlusconi e Galliani poi sopita, ma mai del tutto risolta. Dunque, l’amministratore delegato, secondo i tifosi curvaioli per nulla scosso dall’«ondata di novità di Barbara Berlusconi», avrebbe cominciato male la stagione ingaggiando l’attaccante ritenuto «inutile» (nonostante gli infortuni di El Shaarawy, Pazzini, Robinho) e l’avrebbe proseguita peggio con acquisti male assortiti per difesa e centrocampo. Riassumendo: il Milan ha speso male quel poco che aveva. Un’affermazione che ricorda molto il dogma barbaresco: «Il Milan non ha speso poco, ha speso male», usato nei momenti di maggior frizione con l’amministratore delegato.

Non più idolo Ma è davvero tutta colpa di Galliani e delle sue scelte di mercato? La curva rossonera ha un altro grande colpevole da proporre ai tifosi borghesi: Mario Balotelli. Era un idolo quando buttava per terra la maglia dell’Inter e cantava i coretti del Milan ad Appiano Gentile, adesso è caldamente invitato a fare le valigie. Balotelli era già stato oggetto di conversazione fra i capi ultrà, Abbiati e Kakà la sera della prima contestazione stagionale a San Siro, ma adesso la pazienza della curva sembra proprio al limite nei confronti della stella del Milan, accusata di postare «foto idiote» e di preoccuparsi più che altro della prenotazione dei tavoli in discoteca. E Balotelli, che per i suoi comportamenti non è mai andato molto a genio nemmeno alla famiglia Berlusconi, è ormai il capro espiatorio principale. Partito Allegri, tocca a lui vestire i panni del signor Malaussene: è Balotelli il colpevole numero uno fra quelli che vanno in campo ottenendo risultati preoccupanti.

Seedorf salvo I tifosi borghesi accoglieranno l’appello dei militanti? Parteciperanno alla «giornata di protesta» nei confronti di una squadra inabissata a 37 punti dalla prima? La risposta si avrà ai tornelli di San Siro, peraltro sempre meno frequentati negli ultimi tempi, e dopo la partita davanti ai box-parcheggio. Di certo i capipopolo o aspiranti tali hanno individuato bersagli grossi e facilmente attaccabili (neppure in passato i rapporti di Galliani con la curva sono stati semplici). Il ministro delle Finanze e Balotelli, principe ereditario di grandezze difficilmente replicabili a breve, sono destinati alla pubblica disapprovazione. Che la pazienza nei confronti di Mario sia ridotta a zero lo dicono sondaggi e chiacchiere nei bar prima ancora dei comunicati. E Seedorf, che ha cominciato la sua esperienza pubblicizzando il grande rapporto con Balotelli, «ragazzo dolce e positivo» dovrà decidere se è già arrivato il momento di buttarlo a mare. La sua testa, in ogni caso, per il momento è salva, e adeguatamente coronata.