Direzione Pd, Renzi alla Procura di Potenza: “Le loro inchieste mai arrivate a sentenza”

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Politica ed economia internazionale, primarie Usa, il caso Guidi, lo sblocco delle opere pubbliche e private le inchieste della magistratura di Potenza che non arrrivano a sentenza. Sono questi gli argomenti che il segretario dem e presidente del Consiglio Matteo Renzi ha affrontato durante la direzione del Pd. “La situazione politica internazionale è particolarmente interessante e inquietante al tempo stesso. Gli Stati Uniti, la democrazia più importante del mondo vede le primarie più inaspettate del mondo. Pochi avrebbero scommesso su Donald Trump”.

Tempa Rossa. Su Tempa Rossa il segretario rivendica il l’operato del governo: “Il governo ha sbloccato un’opera bloccata dal 1989. Lo scandalo non è che sia stato approvato l’emendamento ma che per 27 anni si sono perse opportunità. Se avete qualcosa da chiedere chiedetemelo. Che si vada a sentenza. In Basilicata le inchieste sul petrolio si fanno ogni 4 anni, come le Olimpiadi. Non si è mai arrivati a sentenza. Se qualcuno ha rubato va messo in galera ma non si blocca l’opera. Chiedo alla magistratura di procedere velocemente e andare a sentenza”. Su Tempa Rossa era intervenuto prima dell’inaugurazione della direzione l’esponente della minoranza dem Roberto Speranza: “Renzi rivendica l’emendamento? Io intanto avrei voluto discuterne. Penso che in un grande partito funzioni così, perché quello è un emendamento che stravolge le regole sul terreno delle autorizzazioni petrolifere. Un emendamento del genere un grande partito lo discute alla luce del sole e si confronta”.

L’economia. Renzi parla anche del contesto economico: “Ci sono scenari sorprendenti: il crollo del prezzo del petrolio ha bloccato lo sviluppo di alcuni paesi africani che erano in crescita. Il Canada di Trudeau è una possibile alternativa rispetto ai cliché del governo Harper. La frenata della crescita in Sudamerica e Oriente rendono più difficile lo scenario europeo. L’ideale europeo è in crisi, la sinistra europea è in crisi se si costruiscono muri. Il Pse ha bisogno di essere leader nella ricostruzione dell’Europa. L’Italia sta dando risposte in modo positivo e organico. Noi rispondiamo con la nostra gerarchia dei valori, che si eseprime in un certo modello di sicurezza. Il problema si risolve controllando la periferia della città, non con le barriere”.

Libia. Poi interviene sulla Libia: “Sulla Libia ci vuole progetto organico rispetto alla mera reazione, che ha già provocato danni nel 2011. L’Italia porta la sua voce non conforme al coro. Le riforme strutturali che sono state fatte in Italia hanno portato sorprendente stabilità, come riconosciuto dai media internazionali. L’Italia fornisce un modello di governabilità. La sinistra europea ha un senso se afferma nuovo paradigma economico. Anche noi abbiamo sbagliato linea in passato, stretti dalla condizione geopolitica e economica. Non avevamo molte alternative al fiscal compact. Grazie alle riforme l’Italia porta oggi la sua voce. Essere di sinistra vuol dire abbassare le tasse per il ceto medio e imprenditori che creano lavoro e investono nell’azienda, e insistere in una politica di investimenti pubblici e privati. Se non c’è rilancio degli investimenti e recupero del potere di acquisto delle famiglie la politica monetaria della Bce non basta. Stiamo portando il Pse su questa linea, questo è il nostro obiettivo. La questione del ceto medio è centrale negli Usa: se il ceto medio sta bene il presidente viene rieletto. Obama è riuscito a portare i livelli di occupazione al pieno impiego, ma il potere di acquisto delle famiglie e la qualità del salario è considerato il problema. La misura degli 80 euro in Italia è un tentativo di dare sostegno alle famiglie che guadagnano meno”.

Renzi mette in guardia dalla destra populista: “Fuori da qui c’è Trump e una destra che per la prima volta si contamina con forme di populismo che sono oltre il Tea Party. In maggio a Roma ci sarà un’iniziativa, un incontro concordato a Parigi, per portare la sinistra a essere protagonista in Europa. O si sbloccano investimenti pubblici e privati in Italia o non si esce dalla crescita a tassi da prefisso telefonico. Si è creato un meccanismo complicato in cui ciascuno che può bloccare qualcosa lo blocca. Solo in Italia lavorano più gli avvocati che i manovali per le opere pubbliche. L’Italia di 7 anni fa investiva 40 miliardi di euro in opere pubbliche, oggi 20. Poi ci chiediamo perché cresciamo meno degli altri. Il punto chiave è che sbloccare le opere pubbliche e private è la priorità di questo esecutivo. Bisogna stare attenti a non diventare schiavi delle lobby delle multinazionali. Ma le multinazionali hanno 13.165 controllate, per un milione e 200 mila occupati, creano il 14% del pil italiano e il 25% dell’export. Il governo deve parlare anche con loro, così come con il piccolo imprenditore”.

Le primarie. Renzi difende la validità delle primarie: “Servono a fare parte di un gruppo senza padrone in cui la classe dirigente è pronto a cambiare. Le primarie non si toccano”. Parla anche delle banche: “Abbiamo fatto battaglia sulle popolari. I governi precedenti non ci sono riusciti a cambiare il sistema delle popolari. Grazie al Parlamento noi ci siamo riusciti. Sono fiero della riforma delle popolari. Stiamo lavorando per una soluzione definitiva. Abbiamo salvato i correntisti di Banca Etruria”.

L’energia. Il premier ha toccato il tema dell’energia, partendo dal referendum del 17 aprile sulle trivellazioni. “Chi pensa sia uno spreco bloccare le trivellazioni a fine licenza, come penso io, è giusto che voti no, chi non lo pensa è giusto che voti sì. “È evidente che la posizione del Pd è quella” di un partito che ha votato la legge sulle trivellazioni e quindi contro un referendum. Ma “è altrettanto evidente che non ci sarà nessuna scomunica nè abiura verso chi ha una posizione diversa”.

Il segretario snocciola numeri sulle rinnovabili: “Sulle energie rinnovabili il governo italiano è all’avanguardia. L’Italia ha le percentuali più alte nel consumo e nella produzione di energie rinnovabili. Quello che ci manca è la questione della mobilità elettrica”, perciò “il nostro progetto è, nel giro di 4 anni, di arrivare a 20mila colonnine elettriche, oggi sono 2.500. Il 39% dell’energia elettrica è fatta con le rinnovabili. Dobbiamo migliorare. Sul solare termico e fotovoltaico stiamo lavorando sulle famiglie per dare un contributo ai piccoli ma serve un investimento diverso sulla tecnologia. Poi c’è l’eolico: è pochino, è il 6%, però possiamo cambiare le pale che ci sono oggi per fare il doppio e creare una filiera produttiva che ancora non c’è. Tanto che gli incentivi sono andati alle aziende danesi. Comunque l’eolico può raddoppiare”.

Gianni Cuperlo, rappresentante della minoranza, nel suo intervento, mette in discussione l’impianto della politica economica: “Hai scommesso sugli sgravi alle imprese e sussidi al ceto medio. Questa è una cosa diversa dell’investire nelle opere pubbliche. Tempa Rossa non si può chiudere con un “ho deciso io”. La questione non è una telefonata ma il processo e i luoghi delle decisioni, il ruolo del Parlamento. Basta polemiche inutili come quelle dei giorni scorsi. Pochi giorni fa hai usato la riforma costituzionale in un modo che non dovrebbe essere mai usata, dicendo più o meno che da ottobre ‘spazzerai via le opposizioni’. E dopo? Chi dovrebbe rimanere dopo che avrai spazzato via quelli che non la pensano come te sulla riforma di un terzo della Costituzione? Pensi che quella sarà una democrazia più solida? Il referendum di ottobre non è il tuo referendum ma è un referendum per superare il bicameralismo. Più lo farai tuo più creerai divisione anche nel tuo partito. Penso che tu si profondamente onesto e appassionato per la politica. Ma non ti stai mostrando all’altezza del ruolo che ricopri, ti manca la statura del leader anche se coltivi l’arroganza del capo”.

Roberto Speranza punta il dito contro il difetto della comunicazione nel partito: “Ho appreso dall’Agcom dell’astensione dell’Agcom e succesivamente che la direzione avrebbe ratificato la decisione. Noi non abbiamo bisogno di una direzione che ratifica ma di un confronto, di un dialogo nel partito. Dobbiamo ricreare un partito unito, coeso. In questo la segreteria del partito di Matteo Renzi è stato insufficiente. C’è un popolo intero di sinistra che non sa dove sta andando il Pd. Dobbiamo convicncere questo popolo a restare qui perché questo è il partito che può salvare il Paese “.

Il governatore della Puglia Michele Emiliano attacca Renzi proprio su Tempa Rossa e sui pm di Potenza: “Ti ho sentito parlare imprudentemente della magistratura di Potenza. Hai detto ‘com’è che questa gente non arriva mai a sentenza?’. Qualche ora fa una sentenza è arrivata. Sul centro oli di Viggiano. Praticamente sulla stessa cosa, con gli stessi dirigenti, ovviamente sono cambiate le persone, che sono stati condannati a sette anni. Mica a una settimana”. Emiliano si riferisce alla sentenza di stamani in cui il tribunale di Potenza ha condannato gli ex vertici della Total e alcuni imprenditori e amministratori a pene tra i due e i sette anni di reclusione.

Renzi ribatte alle critiche: “Il gruppo dirigente di questo partito e questo governo è molto ampio e plurale, composto da persone con storie diverse. La ricostruzione banale del Giglio magico che decide in autonomia va bene per qualche tweet da strapazzo delle opposizioni. La riforma costituzionale è diversa da come proponevo di farla. C’è stata una consultazione di un mese con principali costituzionalisti e sei letture. La legge elettorale che abbiamo votato consente stabilità ma è lontana da quella che avevo immaginato”.

Sul referendum del 17 aprile: “È più sicuro estrarre tutto quell che c’è che lasciare a metà il lavoro. Chi propone l’astensione lo fa perché ritiene che aver fatto il referendum sia stato un errore. Non lo abbiamo fatto noi ma alcune regioni. Insistere su quel referendum è un errore. La posizione del Pd è quella di chi ha votato quella norma, quella di tutelare dei posti di lavoro. Rispetteremo le decisioni degli elettori”.

Sull’attacco alla magistratura di Potenza: “Ho detto che loro sono quelli del ‘legittimo impedimento’, noi quelli di indagare, andare avanti, a sentenza. Bisogna abituarsi che se si chiede questo non vuol dire essere come Berlusconi. A me fa male quando non si arriva a sentenza e se ci vogliono otto anni per arrivare al primo grado, ma non sto sfidando la magistratura. Recuperare la dimensione della giustizia e delle garanzie costituzionali è di sinistra, non è attaccare i magistrati, ma è difendere i magistrati e le garanzie costituzionali”. Rivendica la difesa degli investimenti dell’Eni e delle imprese in Italia, del bonus degli 80 euro, dell’Imu prima casa e delle iniziative a favore del ceto medio: “Il valore di questo sblocco è stato riconosciuto anche dalla Bce”.

Riconosce che non sarà facile vincere le amministrative: “Oggi il Pd è il punto di riferimento di milioni di italiani che non ne possono più delle nostre discussioni interne”, continua Renzi. “A Roma abbiamo fallito ma dobbiamo recuperare e si può fare parlando dei problemi”.

La Direzione si è conclusa con il voto alla relazione e alla replica di Renzi: 98 voti favorevoli e 13 contrari. Nessuno si è astenuto.

La Repubblica