Destro e Immobile, lampi color azzurro. E c’è un ragazzo…

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Tutti a guardar le stelle. In prima fila il c.t. Cesare Prandelli, appena dietro i tifosi della Nazionale e quelli di Roma e Torino. Il cielo è azzurro sopra Mattia Destro, Ciro Immobile e Alessandro Florenzi, sempre di più. Se i due attaccanti si prendono la scena con gol di pregevole fattura (semplicemente fantastico quello del centravanti granata), il centrocampista giallorosso decide il match con tutta la spinta di cui è capace: così il piccolo grande jolly a disposizione di Rudi Garcia può nutrire speranze azzurre, spingere più in là il sogno di una convocazione che ha le sue fondamenta.
Capolavori Sono gol azzurri. Visti all’Olimpico in prima persona dall’osservatore di Prandello Vincenzo Di Palma. Sono gol di uomini simbolo, ragazzi con idee chiare in testa: la gioventù migliore del calcio italiano. E sono loro a prendersi le ovazioni della gente. Lo spettacolo abita qui, all’Olimpico. Prima Mattia Destro, al nono acuto in 15 gare (la Roma ha sempre vinto nelle 4 partite in cui lui e Totti hanno giocato dal 1’), con un colpo da cecchino d’area di rigore, poi tocca a Ciro Immobile elevarsi al di sopra di tutti, con un sinistro al volo che si illustra da solo: uno di quei colpi da grande centravanti che il pubblico non dimenticherà. La 17a prodezza personale (9 delle quali realizzate in trasferta, più di ogni altro in Serie A) è una perla alla Totti in casa del capitano. Ed è soprattutto la risposta a Destro in quella sfida Mundial che appassiona tutti: loro, Mattia e Ciro, ci sono. Adesso tocca al c.t.: mica facile scegliere.

Io ci sono Felice lo è, Ciro. Eccome. Si lascia invadere dalla gioia. E guarda, riguarda il suo colpo da cineteca in tv: «Il gol? Sì, sono davvero contento. Eppure, credetemi, ripenso anche all’episodio che ha innescato il 2-1 della Roma: sono scivolato, non volevo azionare il contropiede, ma solo allontanare il pallone dalla nostra area. Mi darei un voto e mezzo in meno per questo. Ho parlato con Mattia, non mi sento né in concorrenza con lui né con altri. Io faccio il mio, se arriverà la convocazione mi farò trovare pronto. Mattia sta facendo benissimo. È stato un bel gol il mio, mi sembra strano che lo abbia fatto di sinistro (e ride)… Spesso abbiamo sbagliato l’ultimo passaggio, ce lo ha detto anche il mister, sembrava che la luce si spegnesse in quel momento… Però abbiamo fatto una grande gara, poche squadre giocano così all’Olimpico».

Amicizia E la serata dell’Olimpico racconta pure di storie d’amicizia, come quella tra Destro e Florenzi. Una festa per due. Il bomber del futuro, ma soprattutto del presente, è legato a doppio filo al centrocampista. Compagni di stanza, amici per la pelle, entrambi classe 1991. Domenica erano andati a pranzo insieme a Ostia per il compleanno dell’attaccante: con le famiglie e con l’obiettivo comune di spingere sempre più su la Roma. La Nazionale? Un sogno possibile: dichiarato pubblicamente da Destro, sussurrato da Florenzi: «Tanta emozione perché prima di tutto sognavo di fare un gol sotto la Sud – dirà alla fine Alessandro –, erano due anni che ci provavo. È un sogno che ho fin da bambino. Sono felice di vedere questo risultato e questi marcatori, perché si parla tanto di una punta ma ce l’abbiamo, è Mattia Destro. Io mi alleno anche per segnare, provo spesso dopo l’allenamento. Spero di aver ripagato i tifosi che mi criticano perché ogni tanto sbaglio qualche gol. Il secondo posto? Finché la matematica non ci premia non dobbiamo mollare. La Nazionale? È un sogno, la storia di un calciatore si fa con un Mondiale o un Europeo, io ce la metterò tutta. Speriamo che il c.t. stasera ci abbia visto».

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