Delrio, ispezione in Sicilia Per l’Anas favorito Arcuri

Cede pilone: Delrio, intero ponte sarà demolito

Dovrà essere demolito completamente. Nessun intervento chirurgico, dopo il cedimento dei due piloni, può garantire la sicurezza assoluta. Per il viadotto Himera, colpito dall’ennesima frana della collina adiacente, non c’è altro da fare che buttare giù tutto e ricostruire. È il neo ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, a dare l’annuncio che per ripristinare lo stato dei luoghi lungo l’autostrada A19 Palermo-Catania occorre adottare la soluzione più radicale, ovvero ricominciare tutto daccapo. Intanto è già stato istituita una commissione d’inchiesta, per capire se il crollo poteva essere evitato, se – ed eventualmente in quale misura – nella vicenda hanno contribuito anche l’imperizia umana e gli scarsi controlli.
Di certo – fa notare Delrio – «il paese è fragile», perché per «troppi anni» la cura del territorio è stata carente, se non addirittura assente. Cambiare passo, parola d’ordine del governo Renzi, dovrà diventare il leit motiv anche su questo fronte. L’Anas, la principale stazione appaltante del Paese, entra in pieno nella nuova strategia. Renzi e Delrio vogliono trasformarla in una casa di vetro: gare, appalti, collaudi, tutto dovrà essere messo on line. E ora che lo “storico” ad dell’ente, Pietro Ciucci, si è dimesso, si può dare il via al progetto. Il premier è alla ricerca dell’uomo giusto. Chi sostituirà Ciucci?
RUMORS
Dopo i rumors su Andrea Guerra, ex ad di Luxottica e consigliere economico di Renzi, spunta il nome di Domenico Arcuri, attualmente a capo di Invitalia. È a lui che Renzi starebbe pensando per la trasformazione dell’Anas in un gruppo moderno, efficiente e trasparente sul modello delle Ferrovie dello Stato. Per il momento dal ministero delle Infrastrutture non arriva nessuna conferma, trapela soltanto che per la scelta finale c’è ancora tempo.
Ha voluto andare sul posto, Delrio. Ha voluto vedere con i propri occhi lo strazio dell’arteria collassata e ora afflosciata su stessa. E constatare come tecnici, ingegneri, geologi e periti di Anas, Protezione civile e Regione, accorsi al capezzale del ponte siano tutti d’accordo: la ferita è letale e non c’è nessuna speranza. «Purtroppo bisognerà demolire entrambe le carreggiate e non una come si ipotizzava inizialmente» annuncia Delrio. Che però promette: sarà ricostruito in fretta, 18 massimo 24 mesi, questa è la «stima prudenziale».
Quanto costerà? Delrio non conferma né smentisce i 30 milioni di euro previsti dall’Anas, ma assicura che in ogni caso le risorse saranno reperite «perché è assolutamente indispensabile ripristinare questa opera. I fondi saranno messi nel contratto di programma di Anas per la manutenzione straordinaria e per gli imprevisti». Insomma il viadotto Himera – almeno così assicura il governo – non andrà a ingrossare le fila delle incompiute, simboli dell’inefficienza tutta italiana. D’altronde stiamo parlando di un collegamento vitale per la Regione. Il ponte, chiuso ormai da cinque giorni, sta spezzando in due l’isola. «Dobbiamo impegnarci per evitare un danno economico per la Sicilia che potrebbe essere rilevante» ribadisce il ministro.
IL BYPASS
L’urgenza è ridurre al minimo i disagi per chi quella strada la percorre regolarmente e adesso è costretto a ore di fila tra i tornanti delle statali. Il sopralluogo di ieri del ministro – che insieme al prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, e all’assessore alle Infrastrutture della Sicilia, Giovanni Pizzo ha ispezionato sia le carreggiate che la parte sottostante del ponte – è servito anche a capire quali possono essere le soluzioni alternative in attesa che il viadotto sia ricostruito. Si pensa a una «bretellina» temporanea, «un piccolo bypass» sulla provinciale 24 e la statale 120 con una deviazione poi collegata allo svincolo Scillato. Tempo di realizzazione: tre mesi. «È la soluzione più semplice e più veloce, – spiega il ministro – qui i tecnici di Anas sono molto tranquilli su questo perché parliamo di quasi tre chilometri di deviazione di cui 1 chilometro e mezzo da sistemare».

Il Messaggero