Deficit e tagli pronti i rilievi Ue Anticipato il piano da 300 miliardi

Jean Claude Juncker

Nel giorno del voto di fiducia alla sua Commissione, Jean Claude Juncker si è trovato di fronte alla prima grana politica: un possibile scontro con Italia e Francia sui progetti di bilancio per il 2015. «Ogni decisione in materia di bilancio avrà avuto il mio assenso preventivo», ha detto ieri Juncker, mentre il suo predecessore José Manuel Barroso avviava le procedure per chiedere a Italia, Francia e altri quattro paesi di riscrivere i progetti di bilancio. Dopo un ultimo giro di consultazioni tra Barroso, Juncker e il commissario agli Affari economici, Jyrki Katainen, la decisione è stata presa a tarda sera e sarà resa pubblica solo oggi. A Roma come a Bruxelles, l’esito è dato per scontato, a prescindere dallo strumento scelto (lettera, e mail o telefonata) per comunicare formalmente al governo i risultati della prima analisi della Legge di Stabilità: la Commissione ha individuato il rischio di una «inosservanza particolarmente grave degli obblighi di politica di bilancio definiti nel Patto di Stabilità e Crescita». Non sarebbe una bocciatura, ma il primo passo per chiedere entro il 29 ottobre una manovra aggiuntiva. «Se consultiamo uno Stato membro in questa fase, questo non significa che ci sarà inevitabilmente un’opinione negativa tra una settimana», ha spiegato il portavoce di Katainen. In altre parole, l’Italia può ancora evitare una bocciatura: dopo il fallimento della trattativa sui numeri, si apre il negoziato politico, a cominciare dal Vertice europeo di oggi e domani a Bruxelles.
Un primo risultato sarebbe stato ottenuto già ieri. Secondo alcune indiscrezioni, la prima versione della lettera sul tavolo della Commissione sarebbe stata edulcorata, facendo scomparire la richiesta all’Italia di arrivare al pareggio di bilancio già nel 2015. I rilievi sulla Legge di Stabilità sono diversi. Alcuni dubbi riguardano entrate che non sono considerate «certe», come i 3,8 miliardi della lotta all’evasione fiscale. Bruxelles vuole chiarimenti anche sulla spending review. Ma la clausola di salvaguardia sull’aumento dell’Iva dovrebbe mettere al riparo da ogni contestazione. Il ministero dell’Economia e i servizi di Katainen discutono di metodo di calcolo della crescita potenziale e impatto delle riforme strutturali su bilancio e Pil. Ma il problema centrale rimane aritmetico: l’aggiustamento strutturale è inferiore a quanto richiesto dalle Raccomandazioni (il pareggio di bilancio entro il 2015), anche tenendo conto del margine di flessibilità dello 0,25% l’anno consentito dalle regole. La «riserva» di 3,4 miliardi contenuta nella Legge di Stabilità non basta nemmeno per realizzare l’aggiustamento minimo dello 0,5%.
LO SCENARIO
Prima di ricevere la fiducia dell’Europarlamento, Juncker ha spiegato le regole del Patto di Stabilità «non si cambiano», ma «verranno interpretate con quel margine di flessibilità consentito dai testi giuridici e dal Trattato». Sulle decisioni relative ai bilanci nazionali con Barroso «lavoriamo insieme per avere un’unica voce. Non ci sono due Commissioni», ha detto Juncker, cercando di dissipare i dubbi di una spaccatura con il suo predecessore, il cui mandato scade il 31 ottobre. La presentazione del piano di investimenti da 300 miliardi di euro sarà anticipata a dicembre, ma non potrà fondarsi su «altro debito», ha annunciato Juncker. Le concessioni al fronte anti-austerità hanno garantito alla sua Commissione una solida maggioranza: 423 eurodeputati favorevoli, 209 contrari e 67 astensioni.

Il Messaggero