De Santis: “Disperato per Ciro, se dico tutto scateno la guerra”. Mamma Esposito: “Non gli credo”

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Ha scritto, sostiene di essere stato frainteso e perciò ora divulga tutto il contenuto della sua lettera-memoriale, senza omettere. Parla finalmente Daniele De Santis, l’omicida, a questo punto reo-confesso, di Ciro Esposito. “Voglio dire che è vero, alla fine i colpi li ho esplosi io, ma senza mirare. Ero pieno di sangue dappertutto. Mi stavano ammazzando punto e basta”. Gastone lo scrive nella lettera di due pagine consegnata nei giorni scorsi ai pm di Roma e ora resa pubblica dallo stesso ex ultrà romanista per “fare chiarezza”.

RICOSTRUZIONE — Ecco il suo racconto di quel pomeriggio del 3 maggio, dall’inizio, da quando cioè la figura di questo omone, che i testimoni hanno definito un “pazzo”, compare sulla scena, all’altezza del civico 57 di viale Tor di Quinto. “Sono uscito dalla Boreale (il circolo sportivo, ndr), dove vivo, per chiudere il cancello, perché si sentiva un casino di bomboni e fumogeni e dentro stavano giocando i ragazzi. Hanno detto che ho attaccato donne e bambini, ma non l’ho mai fatto in vita mia. Non ho tirato nessun bombone, quando sono uscito ho solo raccolto un fumogeno che stava per terra e l’ho tirato e ho strillato al conducente del pullman di levarsi da là quando ho visto che c’erano già casini. A quel punto mi hanno rincorso in trenta o forse anche di più”.

DISPERAZIONE — Una ricostruzione inedita, che contrasta con tutte le testimonianze acquisite finora dagli investigatori, secondo le quali sarebbe stato De Santis ad “attaccare” il pullman di tifosi napoletani incolonnato sul viale, provocando la reazione del gruppo di Ciro Esposito che passava di lì proprio in quel momento. “Io ho provato a scappare – prosegue il racconto De Santis -, e già di spalle mi hanno preso a bastonate, mi hanno dato le prime tre coltellate e altre bastonate. Poi ho provato a chiudere il primo cancello ma non ci sono riuscito. Mi sono rotto la gamba sotto il cancello e loro hanno continuato comunque”. A quel punto, deve aver estratto la pistola e fatto fuoco. “Sì, ma non volevo uccidere proprio nessuno, però purtroppo alla fine un ragazzo è morto e io sono disperato per Ciro Esposito”.
ATTENZIONE — Non chiarisce oltre, De Santis. “Non posso farlo ora, tutte le parole su quello che è accaduto realmente alimenterebbero un clima di odio e scatenerebbero qualche altro pazzo, visto che mi hanno messo contro una città intera come se fosse una guerra. Ma per fortuna la verità sta emergendo da sola”. Al momento, però, è ancora la sua verità.
LA REPLICA — Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, ha subito replicato a De Santis: “Dice che ha sparato perché aveva paura, ma io non gli credo, è una bugia. È uscito attrezzato per fare del male. Dice anche che è disperato per la morte di Ciro? Mi fa piacere, significa che allora ha una coscienza”.
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