De Magistris sospeso, veleni sul Colle

Trasmissione Porta a Porta

Sospeso. Da ieri Napoli è una città senza sindaco. Il prefetto Francesco Musolino ieri sera ha firmato il provvedimento e la Digos lo ha notificato al presidente del Consiglio comunale: L’ex pm Luigi de Magistris, condannato a 1 anno e 3 mesi per abuso di ufficio nell’ambito del processo Why Not, in base alla legge Severino dovrà lasciare la carica e Palazzo San Giacomo.
La fascia tricolore gli viene formalmente sfilata dal ministro dell’Interno Angelino Alfano che, rispondendo alla Camera ad una interrogazione del deputato forzista Paolo Russo, ha dato l’annuncio: «Il prefetto di Napoli – dice Alfano – ha ricevuto comunicazione della sentenza proprio nella mattinata di oggi e dunque procederà oggi stesso agli adempimenti di legge di sua competenza relativamente alla sospensione del sindaco de Magistris». Sono le 16. Il benservito raggiunge il sindaco mentre è in Comune per accogliere l’artista libanese Mazen Kerbaj. L’ex pm si permette persino qualche battuta per esorcizzare il momento che sta vivendo. Ostenta sicurezza. «Lui conosce bene Napoli dice rivolta a Kerbaj – facciamolo vicesindaco così risolviamo il problema». Poco dopo incontra di nuovo i cronisti e gli scappa un’altra battuta «arriveranno con i corazzieri a portarmi la sospensione…». Quando gli viene comunicato che la «sentenza e arrivata», la risposta è sprezzante: «Salutatemela»
NEMESI

É la nemesi che si compie, il sindaco-magistrato che ribella, un’uscita di scena scomposta. Le parole che seguono restano appese, «non mi dimetto, farò il sindaco di Napoli fino al 2016 e starò di più per strada a fare il sindaco dei cittadini». «Alfano? dice quello che vuole… sento tanti annunci in queste ore».
Il vice sindaco Tommaso Sodano, ex di Rifondazione, è candidato a prendere il suo posto pur essendo anche lui un po’ nei guai per una condanna riportata in primo grado con l’accusa di aver aggredito una vigilessa nel suo comune d’origine di Pomigliano d’Arco. Ma l’applicazione della sentenza emessa a suo carico – ha chiarito Alfano – non farà scattare la legge Severino.
RIENTRO A MARZO

De Magistris potrebbe tornare a Palazzo San Giacomo prima del tempo. Se subentreranno condizioni tali da modificare il quadro attuale, ad esempio un ricorso o la prescrizione, la sospensione cesserà in anticipo. E poiché la prescrizione scatterà al massimo entro 6 mesi, la “squalifica” dell’ex pm non andrà oltre il 15 marzo 2015 (i fatti risalgono al 2007). I riflettori resteranno puntati sull’ex primo cittadino partenopeo. Il quale sembra intenzionato a frequentare assiduamente il comune anche «da cittadino» per restare vicino alla sua squadra, anche se non potrà firmare atti. E mentre de Magistris, assediato, fa quadrato, ecco che si prepara la ritorsione e l’aria si intossica di veleni. Con perfetta sincronia è spuntato un verbale del processo Why Not. L’udienza del 9 maggio scorso in cui l’ex sindaco cita il Capo dello Stato in merito ad una “secretazione”. Erano i tempi in cui Napolitano era presidente della Camera. De Magistris, spiegando il perché avesse secretato i nomi di alcuni iscritti nel registro degli indagati, quel giorno disse: «C’era stato un precedente alla procura della Repubblica di Napoli dove il mio magistrato affidatario, il dottore Cantelmo, e un altro magistrato oggi componente d’esame, Quatrano, mi dissero che anche loro durante l’inchiesta di Tangentopoli procedettero a secretare un’iscrizione, in particolare quella dell’allora presidente della Camera, Napolitano per evitare che ci potesse essere una fuga di notizie». L’assenza di riscontri portò i magistrati dopo alcuni mesi all’archiviazione della posizione di Napolitano.

Il Messaggero