De Magistris attacca, il gelo del Colle

Trasmissione Porta a Porta

Niente cena istituzionale. Cambia il programma della visita del presidente della Repubblica all’ombra del Vesuvio. L’appuntamento, che si terrà domani sera a Palazzo Reale, è stato organizzato per dare il benvenuto ad ospiti, autorità e rappresentanti istituzionali che saranno a Napoli per due importanti incontri, a pochi chilometri di distanza: alla Stazione Marittima si svolgerà l’assemblea europea delle piccole e medie imprese con il capo dello Stato Giorgio Napolitano, il presidente uscente della Commissione Ue Manuel Barroso e il leader di Confindustria Giorgio Squinzi, mentre la Reggia di Capodimonte ospiterà il direttivo della Banca centrale europea, con il governatore Mario Draghi. Proprio quest’ultimo incontrerà poi il presidente della Repubblica a Villa Rosebery per un faccia a faccia, giovedì pomeriggio. Napolitano non parteciperà, invece, alla cena la sera prima.
Perché questo improvviso cambio di programma? Cosa sta succedendo? Ci sono certamente motivi di ordine pubblico. Il vertice della Bce verrà accompagnato da cortei di protesta promessi da studenti, comitati e movimenti che puntano a far sentire la propria voce contro le scelte della Ue in materia economica: proprio tali azioni, secondo i ribelli, avrebbero contribuito ad accentuare la crisi finanziaria che morde soprattutto nelle aree più deboli del Paese, in particolare al Sud. La mancata partecipazione del capo dello Stato alla cena, comunque, risolve un problema che molti rappresentanti istituzionali si erano posti in queste ore: era questo, infatti, l’unico appuntamento in cui Napolitano avrebbe potuto incontrare il sindaco Luigi de Magistris, che rischia la sospensione dall’incarico dopo la sentenza di condanna in primo grado (per abuso d’ufficio) ad un anno e tre mesi nel processo Why Not e che ha usato parole pesanti nei confronti dei giudici («si dimettano loro», ha tuonato). Dal giorno del verdetto tra il Colle e il primo cittadino non ci sono stati contatti. E ieri de Magistris non ha risparmiato critiche al capo dello Stato che, a suo dire, sarebbe stato «protagonista di ingiustizie profonde» nei suoi confronti. Il sindaco aggiunge che in questi anni ha avuto rapporti con Napolitano solo per rispetto della città, mettendo in secondo piano gli attacchi personali che avrebbe subito dal Presidente.
I NODI

Al di là del silenzio istituzionale, al Quirinale si segue passo dopo passo la vicenda che riguarda da vicino l’amministrazione comunale, anche se la condanna del Tribunale di Roma è relativa ad azioni commesse da de Magistris quando era ancora pm (fece acquisire tabulati telefonici di parlamentari senza l’autorizzazione delle Camere). Un ulteriore elemento di difficoltà, che arriva in un momento già delicato e complesso per Napoli. Dove negli ultimi mesi si sono susseguiti episodi drammatici, di violenza e degrado. La morte del tifoso azzurro Ciro Esposito; l’uccisione del 17enne Davide Bifolco da parte di un carabiniere al termine di un inseguimento notturno; ma anche la tragica fine del 14enne Salvatore Giordano, colpito da un cornicione caduto dalla Galleria Umberto. Di fronte a questi momenti dolorosi, è il ragionamento degli amici più fidati di Napolitano, la risposta della politica dev’essere ferma e decisa. Ma come potrà esserci una guida stabile con un sindaco sospeso? È questa la sfida lanciata da de Magistris, che si è detto convinto di poter esercitare il proprio ruolo nonostante lo stop. Se sia o meno una strada praticabile si capirà nei prossimi giorni. Nel frattempo Napoli si prepara ad ospitare due grandi eventi, di respiro internazionale. Ad accoglierli ci sarà una città blindata ma in preda all’incertezza politica.

Il Messaggero