De Luca: Orlando lo scarica, “Io non l’avrei candidato”

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C’e’ chi dice che sarebbe stato meglio puntare in partenza su un altro cavallo, e chi lo difende, Vincenzo De Luca, perche’ “neanche io mi dimetterei” al posto suo. Il Pd continua a parlare a piu’ voci sulla bufera che sta scuotendo la Regione Campania.
La voce piu’ autorevole, dal punto di vista istituzionale e politico, e’ quella di Andrea Orlando. Ed e’ il Guardasigilli a dire: “In Campania io avrei sostenuto un altro candidato, ma De Luca ha vinto le primarie”. Parole che, poi, il Guardasigilli si preoccupa di argomentare: “Dal momento in cui De Luca ha vinto le primarie”, e’ il senso della dichiarazione, “e’ diventato il candidato di tutto il Pd”. La preoccupazione nel partito, dunque cresce. La linea e’ quella del garantismo con piena fiducia nella magistratura. Ma i dossier aperti in Campania, da Bagnoli alla Terra dei Fuochi, non permettono passi falsi. Anche perche’ il governo, con Matteo Renzi in prima persona, e’ intenzionato a puntare forte sul Sud a cominciare dal prossimo copnsiglio dei ministri che si potrebbe celebrare domani. Sul tavolo, riferiscono fonti della maggioranza, un provvedimento monstre sulla Terra dei Fuochi (si parla di circa 450 milioni di euro) allo scopo di arrivare alla soluzione del problema entro il 2018. Accanto a questo, c’e’ il tema del recupero e riqualificazione dell’area di Bagnoli, di cui il premier ha accennato anche ieri durante il suo intervento a Milano. Una lancia in favore del governatore della Campania la spezza il ‘collega’ Enrico Rossi.
“Se De Luca sapeva, avrebbe dovuto denunciare. Un politico e’ tenuto ad assumersi un livello di responsabilita’ piu’ alto di quello di un cittadino normale. Se il presidente della Regione Campania conoscenza di questa nauseabonda tresca, di mercimonio tentato ma non riuscito, avrebbe dovuto denunciare”. Pero’, aggiunge il presidente della Regione Toscana, “ritengo che dobbiamo aspettare gli esiti della vicenda giudiziaria”. Di piu’, “se fossi al posto di De Luca neanche io mi dimetterei”, confida. “Non ci si puo’ dimettere – chiarisce – per un avviso di garanzia. La risposta del governatore della Campania e’ giusta.
C’e’ una verifica di legalita’ da compiere”. E allora “e’ giusto che oggi chi ricopre un incarico pubblico sia sottoposto a queste verifiche. Poi c’e’ la fase istruttoria, la richiesta di rinvio a giudizio, il primo grado di giudizio. Bisogna rispettare la magistratura, non solo quando accusa ma anche – avverte – quando giudica”.
Intanto, chi e’ gia’ intervenuto e’ il collegio dei Probiviri dell’Anm che ha deliberato di richiedere al Csm ed al Procuratore della Repubblica di Roma gli “atti ostensibili” riguardanti i “comportamenti oggetto di recenti notizie stampa” di Anna Scognamiglio. Il giudice del tribunale di Napoli al centro della bufera peraltro e’ gia’ stata trasferita in una sezione diversa da quella dove finora ha prestato servizio nell’ufficio giudiziario. Questa e’ una delle misure prese dal presidente del tribunale di Napoli, Ettore Ferrara, dopo l’inchiesta della Procura di Roma sul caso De Luca che vede coinvolta la giudice. Sel ritiene “ormai indispensabile un’iniziativa per giungere alle dimissioni del presidente della Regione Campania e restituire la parola ai cittadini campani”.
E c’e’ anche la replica al veleno di Miguel Gotor a una stoccata altrettanto agra da parte del governatore campano: “Io un ‘ballerino di tango’ secondo De Luca? Meglio ballerino di tango che tanghero…”.

AGI