De Luca, nuova inchiesta. La giudice al telefono col marito: “E’ fatta”. E lui avvisa lo staff del governatore

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“Tu pensi di essere intelligente, ma anche io non sono fesso. Pure io sono furbo”. L’avvocato Guglielmo Manna, ambizioso manager deciso ad ottenere un incarico di prestigio nella sanità campana, scherza con la moglie al telefono, Anna Scognamiglio, giudice del Tribunale civile che con le sue ordinanze darà ragione al governatore. Eccole, le carte romane dell’inchiesta che investe il presidente Pd Vincenzo De Luca, il suo ex capo della segreteria politica Nello Mastursi, il giudice Scognamiglio e il marito di lei, Manna, insieme con altri tre avvocati.

La giudice chiama il marito, addirittura dalla camera del consiglio che sta decidendo in senso favorevole per il governatore. “Abbiamo finito, è fatta”, fa sapere lei. E lui gongola. Intercettazioni e dialoghi imbarazzanti. C’è un sms che sempre il frenetico marito invia allo staff di De Luca, rassicurandoli. “È andata come previsto”. Poi, da una barca a Ponza, sempre al telefono, il 2 agosto scorso, Manna dice: “Sono stato chiamato in Regione”. E poi: “Speriamo bene”. Dialoghi, intercettazioni ambientali, segmenti di relazioni pericolose tra avvocati e politici. E al centro, quel giudice.
Siamo nei giorni più caldi dell’estate 2015, la politica nazionale è scossa dal braccio di ferro ingaggiato dal presidente ed ex sindaco di Salerno contro la sospensione imposta dalla normativa anti-corruzione. E ora
si scopre che in due distinte occasioni, non solo il 22 luglio ma anche l’11 settembre scorso, lo stesso giudice Scognamiglio è l’estensore di provvedimenti in senso favorevole a De Luca.

La Repubblica