De Laurentiis: “Kramer? Prezzo c’è. Inseriremo altre due ciliegine”

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Manca solo il cappello da chef ad Aurelio De Laurentiis, che presenta il secondo sponsor del Napoli per il prossimo anno: la pasta Garofalo. La conferenza stampa è ricca di metafore. Il messaggio presidenziale rivolto ai tifosi è forte e chiaro: “State calmi, state tranquilli. Andremo preparati ai preliminari di Champions, metteremo le ciliegine sulla torta come abbiamo promesso”.

QUESTIONE MICHU — C’è tempo per allestire la squadra che vuole Benitez: “Non servono tanti ingredienti per soddisfare il palato e dei tifosi, faremo almeno due acquisti e poi, dovesse andar via un altro elemento, prenderemo uno giovane come supporto. Ci sono negoziazioni in corso da mesi per Michu, lo avete scritto in tutte le salse, però non ci sono ancora degli accordi raggiunti e finché non vedo i giocatori varcare Castelvolturno e fare le visite mediche, e finché non definisco i contratti in tutti i dettagli, non posso fare annunci”.

AFFARE KRAMER — De Laurentiis è prodigo di particolari, racconta anche di essersi messaggiato con Higuain dopo la finale Mondiale: “Kramer? L’età c’è, il prezzo c’è ed il giocatore c’è, ma sono preoccupato quando si tratta di prendere ragazzi che non conoscono la nostra lingua o quella spagnola. Lucas? Ci sono certi giocatori che possono non far più parte del progetto del club cui appartengono, ma questo lo si scopre strada facendo specie nell’estate in cui c’è stato il Mondiale”.
GLI ESUBERI — Tanti i giocatori da sistemare: “Dobbiamo vendere, non svendere. Del resto, siamo una squadra che ha dato tanti giocatori al Mondiale e qualcuno potremmo addirittura non riconfermarlo. Vargas? Ci sono stati problemi di rapporti e di lingua, ma lui sa giocare a calcio. Dobbiamo farlo stare tranquillo per vederlo realizzato, spetterà a Benitez decidere il suo futuro. Stesso discorso per Behrami e Dzemaili, che eventualmente verranno sostituiti con giocatori più funzionali. Ecco perché lavoriamo anche sui prestiti, a patto che non guadagnino troppo” (chiaro il riferimento a Reina, ndr).
GLI OBIETTIVI — “Io punto sempre al massimo, specie da quando ho scelto Benitez ed abbiamo cambiato modulo e mentalità. Ora ci sarà maggiore amalgama e cerchiamo giocatori con caratteristiche determinate che possano tornare utili nel nostro contesto tattico. Non è una questione di nomi, ma di rendimento come nel caso di Henrique e Ghoulam”. Chiosa finale sul futuro del calcio italiano: “Stadi? Quando si è perso tempo rispetto ad altre nazioni, non è detto che poi lo si può recuperare. Non so ad oggi, con la legge attuale, quanto convenga costruire stadi di proprietà sul modello tedesco o inglese anche perché le nostre possibilità di investimento sono già relative. Poi, se fosse lo Stato a costruire gli stadi per rilanciare lo sport in Italia, allora sarebbe diverso. Invece, lo Stato ha abdicato anche di fronte al discorso sicurezza negli stadi. Non sono per il commissariamento, sono per l’azzeramento delle cariche in Figc così da preparare un governo del calcio capace di far vita ai cambiamenti di cui abbiamo bisogno. È strano che dopo le dimissioni di Abete, l’11 agosto bisogna trovare in fretta un uomo che con la bacchetta magica faccia risorgere il calcio italiano. È un approccio sbagliato, non credo produrrà effetti positivi. Sarebbe meglio confrontarsi ed aprire un tavolo di discussione di almeno un mese. Non è con i proclami che si risolvono i problemi, i problemi li possono risolvere Renzi e Delrio. Non possono lavarsene le mani e far mettere la faccia a qualcun altro che rischierà di passare per il colpevole”.
GAZZETTA DELLO SPORT