Daspo a Genny ’a carogna stadio proibito per 5 anni

GENNY

NAPOLI Niente stadio per cinque anni: Genny la Carogna non potrà entrare al San Paolo e con lui resterà fuori anche Massimiliano Mantice, quello che all’Olimpico era in tuta nera e cappellino ed è stato fotografato arrampicato sulle grate accanto a De Tommaso. Mantice, però, potrà tornare sugli spalti fra tre anni. De Tommaso è stato anche denunciato all’autorità giudiziaria e dovrà rispondere di istigazione a delinquere, partecipazione a fatti di violenza e superamento di barriere. Lo ha deciso il questore di Roma, Massimo Mario Mazza. Una decisione che ha provocato un’immediata reazione: il gruppo dei Mastiffs, quello di Di Tommaso, ha disertato in massa la curva A, e si è riunito in piazza Atri dove si trova il pub che è anche la sua sede, la riunione è andata avanti fino a sera. E, anche per le notizie che arrivavano da Roma sulla salute di Ciro Esposito, il clima non era certo quello della festa. Intanto sulla pagina Facebook gestita da «Genny Carogna personaggio pubblico» compariva l’immagine che ha fatto il giro del mondo, quella di De Tommaso a cavalcioni della ringhiera dell’Olimpico con le braccia alzate e sopra la scritta: «Capro espiatorio». 
I SOCIAL
Un parere diffusissimo tra i tifosi: quando è arrivata la notizia del provvedimento i social network si sono riempiti di commenti arrabbiati o ironici, ma in grande maggioranza contrari all’iniziativa. «Un Daspo inutile! Per cosa arriverebbe questo Daspo? Per aver soccorso un ferito? Per aver tranquillizzato la folla, per aver parlato con Hamsik? No spiegatemelo, perche non mi è chiaro. Qui i colpevoli sono ben altri, i romanisti hanno teso un agguato», è stato scritto in un post. E in un altro: «Il prossimo Daspo anche a chi Inneggia al Vesuvio o al Terremoto. Italia Ridicola» Tra i tifosi la sensazione, giusta e sbagliata che sia, è quella di aver subito un’ingiustizia. Il rischio è quello di trasformare Genny la Carogna in un eroe. «Come reagiremo? – spiega uno degli aficionados della curva A e della Carogna – Dando mandato all’avvocato per far presentare il ricorso contro un provvedimento che riteniamo ingiusto. Niente di più e niente di meno. Allo stadio ci va chi vuole, ognuno è libero di fare quello che preferisce». «Del resto questi Daspo molte volte non hanno retto alle contestazioni e sono caduti in tribunale», mormora un altro. Quella di ieri per i Mastiffs non è stata una giornata facile. 
LA COMUNICAZIONE
Da domenica si sospettava che il Daspo potesse arrivare e quindi quando nel primo pomeriggio è arrivata la telefonata della Digos che lo convocava in Questura, De Tommaso non ha mostrato nessuna meraviglia. Tranquillamente è arrivato in via Medina e ha ritirato il provvedimento. Come del resto ha fatto anche Mantice. Poco prima in piazzetta Atri, dove si trova il pub che è anche la sede dei Mastiffs, c’era stato un blitz dell’ufficio prevenzione generale e nei giardinetti erano state trovate due stecche di hashish e 15 grammi di marjuana confezionate per la vendita. 
Poi al pub è arrivato anche Vincenzo Esposito, lo zio del ragazzo ferito a Roma: «Sono venuto a ringraziare Genny per il soccorso portato a mio nipote», ha spiegato. Ma cosa si contesta alla Carogna? In una nota arrivata da Roma si scrive che Gennaro De Tommaso, che in passato è stato oggetto di un altro provvedimento simile per la durata di tre anni, «è responsabile della violazione riguardante l’esposizione di striscioni o cartelli incitanti la violenza o recanti ingiurie o minacce» e dello «scavalcamento e invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive». Mantice è responsabile solo dello scavalcamento. 
LE RIPRESE
«I due tifosi erano stati ripresi dalle telecamere mentre erano seduti sulla cancellata che separa gli spalti dal campo di gioco nel corso della finale di Coppa Italia», prosegue la nota. La Carogna in sostanza si trova out dagli spalti per la scritta sulla maglia «Speziale libero» e per avere abbandonato il settore dei napoletani. Il Daspo, insomma, è partito per la cosiddetta «trattativa» che si è svolta in diretta Tv. Una trattativa che, secondo quelli della Curva A non c’è, però, mai stata come continuano a ribadire da giorni. E infatti in una specie di comunicato hanno sostenuto: «Ci preme sottolineare come il rappresentante della tifoseria della curva napoletana, ripetutamente inquadrato in video, abbia interloquito con Hamsik e i tutori dell’ordine con calma e rispetto, senza minacce o provocazioni». Il provvedimento vieta a De Tommaso l’accesso per 5 anni agli stadi e a tutti gli impianti sportivi italiani dove si disputano incontri di calcio a qualsiasi livello, sia agonistico che amichevole. Il provvedimento nasce anche dalla necessità di bloccare l’iniziativa degli ultrà che avrebbero avuto intenzione di indossare migliaia di magliette uguali a quella di De Tommaso inneggianti a Speziale il giovane condannato per l’omicidio dell’agente Raciti.

IL MESSAGGERO