Daniel rischia, Marco da Mondiale

OSVALDO

La corsa a una maglia azzurra per il Mondiale, come tutte le corse, diventa frenetica avvicinandosi al traguardo. Concorrenti in vantaggio che si impiantano, altri che rimontano imperiosi. Nella prima categoria spicca Pablo Daniel Osvaldo, nella seconda Marco Verratti.

Osvaldo svalutato Il ripescaggio da parte della Juve nell’ultima finestra di mercato aveva rafforzato la candidatura di Osvaldo: la possibilità di giocare sotto gli occhi del c.t. e insieme a molti compagni di Nazionale in match di vertice e quindi allenanti. Prandelli ha sempre stimato l’italo-argentino, attaccante di sacrificio e movimento, tanto che un anno fa, dopo l’amichevole con il Brasile, aveva parlato di Balotelli-Osvaldo come della coppia di riferimento. Gli infortuni di Pepito Rossi ed El Shaarawy e la modesta concorrenza nel ruolo, avevano portato le percentuali brasiliane di Osvaldo a ridosso del 100%. Ora sono crollate come un bond argentino.
In 7 presenze di campionato, a parte il palo di Verona, lo juventino non ha mai tirato in porta. Non lo ha fatto neppure a Lione. Un’involuzione tecnica vistosa, che spicca ancora di più accanto ai 17 gol di Immobile e al passo spedito del rifiorito Destro (un gol a partita). Cassano ha riconquistato Prandelli. Per Pepito Rossi c’è già un piano di ritorno in campo e il 14 sarà a Coverciano per i test. Gilardino garantisce gol e comportamenti. Osvaldo ha dalla sua un’esuberanza atletica che al Mondiale della sofferenza potrebbe far comodo. Ma poi contano anche i gol. E la meritocrazia di Prandelli è spietata. Destro e Immobile l’hanno raggiunto. All’ultimo fixing queste le quotazioni dei 9 attaccanti in corsa per 5 maglie nei 23 mondiali: Balotelli, Gilardino e Cerci 100%; Cassano 50; Osvaldo, Immobile e Destro 40; Insigne 20; Rossi 10.

Cinguettii amari I due tweet postati a caldo, subito dopo la deludente prova di Lione, tradiscono l’ansia e l’orgoglio del rimontato. Primo: «Io do sempre il massimo in campo, lotto su ogni pallone come se fosse l’ultimo, il gol e le giocate arriveranno perché sono forte…». Secondo: «E tutti quelli che non credono in me dovranno poi stare zitti, inclusi i gufi che ci guardano da dietro e da lontano». In quel «dietro» non è difficile riconoscere la Roma. A mente più fredda, sbarcato a Torino, Osvaldo ha poi sfumato con il terzo cinguettio: «Un momento di sana follia… buona notte a tutti».

Marco male Al contrario, la risalita del parigino Verratti è imperiosa. Partiva da una condizione quasi disperata che aveva piallato quasi a zero le sue chance. Puntando ancora su Thiago Motta e potendo contare su perni centrali di scorta come De Rossi e Marchisio (lo ha fatto spesso quest’anno), il ruolo di vice-Pirlo risultava affollato. Anche perché Verratti ha steccato il test con l’Argentina e poi è sparito dai radar. Non sono piaciuti al gruppo neppure certi atteggiamenti. Una (forse) mal interpretata timidezza è apparsa come spocchia molto parigina. L’incomprensione è stata ulteriormente alimentata da un’intervista che una sintesi estrema ha reso fastidiosa ai nazionali di Conte: «Dal Psg alla Juve sarebbe un passo indietro». Il centrocampo, infine, è il reparto dove sono più certe le scelte di Prandelli e pochi gli sgabelli liberi. Insomma, il ragazzo vedeva il Brasile col binocolo.
Ma prestazioni di talento e personalità, tipo quella appena sbattuta in faccia al Chelsea di Mou, hanno ripescato il curriculum di Verratti sepolto sotto tanti altri. In realtà la relazione azzurra sulla prova di mercoledì non è stata entusiastica come altre. Prandelli sa quanto debba crescere il ragazzo in fase di non possesso. Bello palla al piede, Verratti anche col Chelsea ha rischiato imbarcate quando attaccavano gli altri. Ma Prandelli sa anche che un ragazzo che non trema in Champions non tremerà neppure al Maracanà; sa che Pirlo nel 2009 arrivò al Mondiale infortunato e che un anno fa in Confederations s’infortunò alla seconda; sa che l’intesa di Verratti con Thiago Motta può servire anche all’Italia; sa che in alcuni casi Verratti può giocare con Pirlo.

Brasile e Francia Prandelli ha deciso di puntare forte su centrocampisti di grande qualità e freschezza atletica: Verratti risponde ai requisiti. Per questo oggi vede il Brasile a occhio nudo, da vicino. E poi il parigino guiderà l’Italia verso l’Europeo che si terrà nella «sua» Francia. Ancora sotto Prandelli che la prossima settimana firmerà il nuovo contratto.

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