Dall’Italia arrivano 8 miliardi di euro per il piano Juncker

Jean Claude Juncker

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ieri ha annunciato che l’Italia contribuirà con 8 miliardi al piano di investimenti proposto dal presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, dopo che il consiglio Ecofin ha trovato un accordo sui testi legislativi necessari per lanciare il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. «Grande notizia! L’Italia ha appena annunciato che contribuirà con 8 miliardi al piano Juncker unendosi a Germania, Spagna, Francia. Grazie mille matteorenzi»: così su twitter il vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen. Le risorse – ha spiegato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan – confluiranno «in piattaforme di investimento che sono evidentemente di interesse nazionale». La priorità sarà data a progetti di «tipo infrastrutturale» e al «sostegno alle Piccole e Medie Imprese», ha detto Padoan.
IL RUOLO DI CDP

La speranza del governo è che una parte consistente delle risorse del piano Juncker – almeno 315 miliardi di investimenti da mobilitare grazie al Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici – arrivino in Italia. L’accordo all’Ecofin consente di avviare la trattativa con l’Europarlamento per un via libera definitivo del Fondo entro giugno. Ma i negoziati si annunciano difficili. Il piano Juncker «sosterrà progetti in un’ampia serie di settori, incluse le infrastrutture nei trasporti, nell’energia e nella banca larga, l’educazione, la salute, la ricerca e il finanziamento a rischio per le PMI», dicono le conclusioni dell’Ecofin. Per contro, non ci sarà alcuna pre-allocazione settoriale o regionale.
E’ la ragione per cui l’Italia, come Francia e Germania, ha scelto di intervenire con la Cassa Depositi e Prestiti, invece che con iniezioni dirette di capitale al Fondo: il co-finanziamento delle banche nazionali di sviluppo dovrebbe garantire ai tre grandi paesi un trattamento privilegiato. Per Pittella, comunque, »la decisione del premier Renzi dimostra che l’Italia vuole costruire un nuovo corso per l’Europa che parta da investimenti per la crescita e dalla flessibilità». Renzi ha anche ringraziato Padoan e la vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini, dopo il via libera formale alla Legge di Stabilità da parte dell’Ecofin.

Il Messaggero