Dal 730 all’Iva, arriva il fisco semplice

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Il tempo della dichiarazione dei redditi precompilata è arrivato. E si apre oggi quando il Consiglio dei ministri esaminerà la bozza dello schema attuativo della delega fiscale che il governo ha presentato ieri alle associazioni di categoria. Il documento contiene una ventina di misure che, nei piani di Palazzo Chigi, costituiscono un assaggio dell’ampia riforma che punta a semplificare il rapporto fisco-contribuenti; nella stessa riunione di oggi è poi all’ordine del giorno il decreto che ricostituisce le commissioni censuarie in vista della riforma del catasto.
Il piatto forte di questa prima tornata di novità, appunto, è la dichiarazione precompilata. Più volte annunciata dal premier Matteo Renzi come simbolo dell’avvio di una stagione più distesa in campo fiscale, sarà introdotta a partire dal 2015, con riferimento ai redditi prodotti nel 2014. Potenzialmente, la svolta riguarda 35 milioni di persone: 20,5 milioni di lavoratori dipendenti del pubblico che del privato e quasi 15 milioni di pensionati. Ma se si guarda alle dichiarazioni presentate nel passato, è ipotizzabile pensare che alla fine si tratterà dei 18,6 milioni di contribuenti che, mediamente, hanno presentato il modello 730. La dichiarazione precompilata, oltre ai dati del Cud, conterrà le informazioni relativi alle spese mediche, come l’assistenza specifica e le spese sanitarie che danno diritto a deduzioni o detrazioni. Ci saranno inoltre i dati relativi alle detrazioni per ristrutturazioni, assicurazioni vita e mutui ipotecati.
POSSIBILITÀ DI SCELTA
Il modello inviato per via telematica conterrà tutte le informazioni già in possesso del fisco e spetterà al contribuente integrare la dichiarazione con altri documenti, se si ha diritto a ulteriori detrazioni e si desidera usufruirne. Ovviamente, l’opzione offerta dall’Agenzia delle Entrate è facoltativa e si potrà continuare a gestire il proprio 730 in maniera autonoma o scegliere il modello Unico. Per arrivare alla stesura della dichiarazione precompilata, gli uomini che governano il fisco italiano utilizzeranno diversi canali d’informazione come l’anagrafe tributaria, i dati trasmessi da banche, assicurazioni ed enti previdenziali e le informazioni contenute nelle certificazioni rilasciate dai sostituti d’imposta. Sarà istituita un’unità di monitoraggio, che riceve e gestisce i dati contenuti nei flussi informativi. I sostituti d’imposta dovranno trasmettere all’Agenzia delle entrate, entro il 7 marzo, i dati relativi alla certificazione unica. In caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati è prevista l’applicazione di una sanzione di 100 euro. La dichiarazione dovrà essere trasmessa, per via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 7 luglio e le eventuali compensazioni a debito o credito saranno effettuate dal datore di lavoro entro agosto. 
LA BLACK LIST
Nel pacchetto in discussione oggi ci sono poi novità in campo Iva. Saranno semplificate le procedure per l’esecuzione dei rimborsi: sale da 5 a 15 mila la somma entro la quale non servono fidejussioni bancarie. E per gli importi superiori non è più necessaria, salvo nei casi più a rischio, la presentazione della garanzia a favore dello Stato. Sarà invece sufficiente che la dichiarazione da cui emerge il credito sia accompagnata dal visto di conformità. Cambiamenti in vista anche per la normativa che riguarda le società che fanno affari con i Paesi black list: la comunicazione delle operazioni diventa annuale (attualmente è trimestrale o mensile). Inoltre si innalza a 10 mila euro il tetto di esonero entro il quale non scatta l’obbligo di inserimento nella comunicazione. Nel provvedimento troveranno posto altre misure di semplificazione, come la responsabilità solidale fiscale nei subappalti e, forse, l’innalzamento (da 3 a 5 anni) del periodo in perdita per le società di comodo non operative per far scattare la maxi-tassazione prevista dalle legge.

Il Messaggero