Da Sabella a Cantone, già partita la corsa a sfilarsi dal toto-sindaco

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Chi sarà il candidato sindaco del Pd? Ah, saperlo. Dopo le dimissioni (annunciate) di Ignazio Marino puntuale è scattato il toto-sindaco. I nomi sono tanti. Ma l’impressione è che in pochi siano disponibili ad affrontare una battaglia che, soprattutto per il centrosinistra, rischia di essere improba. Non a caso oggi due dei papabili hanno fatto sapere di avere ben altri programmi.

Il primo è Rodolfo Sabella, assessore alla Legalità del Comune di Roma, che in molti vedrebbero bene anche come commissario. Lui, per ora, si chiama fuori. “Sono un magistrato e tornerò a fare il magistrato. Questo è sicuro” dice  interpellato dall’Agi. “Io commissario? La scelta non spetta a me – premette – sono disposto a valutare un eventuale ruolo tecnico, laddove mi fosse richiesto ma la mia esperienza amministrativa è destinata comunque ad esaurirsi. Nei prossimi giorni andrò al Csm a vedere come muovermi in prospettiva del rientro. Escludo categoricamente la candidatura a sindaco, non sono disponibile a incarichi politici, l’ho sempre detto, fin dai tempi dell’università avevo chiaro che non avrei fatto politica. Una prospettiva del genere mi sconvolgerebbe, inciderebbe troppo sul mio modo di essere e comunque credo che non mi verrà chiesto, anzi non esiste la più remota possibilità”.

Concetto ribadito anche ai microfoni di KlausCondicio: “Non scherziamo. Le operazioni politiche non spettano a me. Lo ripeto, per un progetto di carattere tecnico valuterei. Proprio per una mia caratteristica personale. Sono uno dei pochissimi magistrati a non essere mai stato iscritto a nessuna corrente della magistratura perché voglio mantenere al massimo la mia indipendenza”.

Anche Cantone si sfila E per un magistrato che si prepara a indossare nuovamente la toga ce n’è un altro che invece non ha alcuna intenzione di lasciare il proprio incarico istituzionale. “Sto facendo il presidente dell’Anac e continuerò a farlo – spiega, a margine del convegno Expo dopo Expo, il presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone – Abbiamo tantissime cose in corso che sono priorità importanti per l’Autorità e per il Paese ed è giusto che continui ad occuparmi di queste cose. In vista del Giubileo, non credo che cambierà il rapporto dell’Anac col Comune di Roma. Noi continueremo a trovare gli appalti così come stiamo facendo, cercando di fare tutto sempre con massima fretta, perché, ovviamente, il tema del Giubileo è, sotto questo profilo, molto più impellente di Expo, dato che ci sono tempi brevissimi. Expo è comunque un modello per il Giubileo”.

Il “no grazie” di Malagò Tra i papabili anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò che però scansa le avances: “Sono impegnato, come da mandato elettorale in questo quadriennio e spero anche nel prossimo ottenendo la fiducia del mio mondo, con tutte le mie energie per supportare al meglio l’organizzazione dello sport italiano, anche nella sua riforma, facendone sempre di piu’ una delle eccellenze del nostro Paese. Roma, la mia città, che amo, merita un governo all’altezza per il bene di tutti e per il prestigio nazionale.  Siamo al lavoro per tentare di portare le Olimpiadi del 2024 nella Capitale d’Italia. Questa, e solo questa, è la mia prospettiva futura”.

Il Tempo