Da Conte a Ventura, inizia un nuovo ciclo azzurro

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Montpellier – Tocca a Giampiero Ventura. Ieri a Bordeaux si è chiuso il ciclo di Antonio Conte, un biennio positivo, soprattutto se si considera da dove si era partiti. Dal disastro brasiliano, ma adesso è un’altra Italia. Al di là dei quarti di Euro2016 e della sconfitta ai rigori contro la Germania, il nuovo allenatore del Chelsea lascia in eredità al suo successore basi solide, ha costruito un grande gruppo e ha dato una nuova metodologia di lavoro a tutto l’ambiente. Ora tocca all’ex tecnico del Torino, uno che negli ultimi anni ha sempre giocato con il 3-5-2, ovvero l’ultimo marchio di fabbrica dell’Italia di Conte. “Il sentiero, la strada, anzi l’autostrada è tracciata”, ha sottolineato il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, nella conferenza stampa di oggi, l’ultima a “Casa Azzurri”, a Montpellier, prima del ritorno a casa. Due allenatori comunque diversi e non solo per l’età (68 il nuovo, non ancora 47 l’ex ct). Ventura non ha mai allenato una grande, ha fatto bene su moltissime panchine, le migliori stagioni le ha vissute al Bari (dove ironia della sorte prese il posto proprio di Conte) e al Torino. Ora un enorme salto di qualità e sulle spalle il peso di un’eredità difficile da raccogliere. Verrà presentato il 19 luglio e dovrà subito mettersi sotto perchè il cammino nelle prossime qualificazioni ai Mondiali non è semplice, visto che becchiamo di nuovo la Spagna, tra l’altro un’altra Nazionale che dovrà aprire un nuovo ciclo. Che Italia sarà quella di Ventura? Sicuramente si ripartirà da Buffon e dalla “BBC”. Il capitano azzurro vuole giocare almeno altri due anni, vuole arrivare ai quaranta e disputare l’ennesimo Mondiale della sua straordinaria carriera. In Francia ha confermato di essere ancora al top. Dovrebbe andare avanti anche il 35enne Barzagli, sicuramente lo faranno Bonucci e Chiellini. Alle loro spalle continuerà a esserci Ogbonna che proprio Ventura ha valorizzato, ma anche i due giovani più promettenti nel ruolo: Romagnoli e Rugani, senza dimenticare Acerbi e Astori.

Tornando al ruolo del portiere dovrebbe ancora spazio come secondo Sirigu che però potrebbe essere insidiato da Perin quando si riprenderà dall’infortunio. Non può non esserci il futuro azzurro: Gigi Donnarumma. C’è anche Sportiello tra i candidati a un posto. Gli esterni sono un ruolo molto importante per Ventura che ritroverà Darmian, confermerà De Sciglio, chiamerà Zappacosta che ha voluto al Torino, punterà ovviamente su Candreva, Florenzi e Giaccherini (tutti e tre possono giocare anche interni), non dimenticherà Bernardeschi ed El Shaarawy che in questo Europeo speravano di trovare maggiore spazio. E poi c’è Alessio Cerci, giocatore che deve tanto a Ventura che ha mezzi tecnici e potenzialità importanti, ma che deve ritrovarsi se vuole tornare nel giro. In mezzo a centrocampo torneranno Marchisio e Verratti, i due assenti illustri qui in Francia. Bisognerà vedere se ci sarà spazio ancora per De Rossi che ha dimostrato di avere ancora tanto da dare, lo avrà sicuramente Parolo, probabilmente anche Sturaro ed entreranno nel gruppo anche Benassi e Baselli, altri due giovani che Ventura ha voluto al Torino. E poi c’è l’attacco. Mario Balotelli non può essere dimenticato, ma dipende tutto da lui, se si rilancia mettendosi alle spalle le ultime pessime stagioni, può sempre tornare utile e chissà che Ventura non sia l’uomo giusto per lui. Il nuovo commissario tecnico stravede per Andrea Belotti. Il “Gallo” ha dimostrato che la fiducia è ben ripagata tanto che in molti si aspettavano la sua convocazione già per questa spedizione francese. Conte gli ha preferito i suoi uomini: Zaza, Pellè e Immobile, quest’ultimo un altro giocatore che deve molto a Ventura. Come seconde punte Eder e Insigne non si discutono, ma c’è anche Berardi che può benissimo inserirsi e che con Belotti ha un’intesa particolare nata nell’Under 21. Inizia un nuovo ciclo, non sarà facile sostituire Conte, ma i ritorni di Marchisio e Verratti alzano notevolmente il tasso di qualità, adesso tocca a Ventura trovare la formula giusta e valorizzare il lavoro del suo predecessore.

AGI