Cuore Inter, la Juve frena

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Chi, dopo la prima ora di Juventus-Inter, ha avuto l’intuito di scommettere sul pari avrà portato a casa una bella somma. Invece l’Inter, dopo essere stata dominata dai bianconeri, trova la forza di pareggiare e di sfiorare il colpaccio. Con una Juve che finisce male e che rischia seriamente di perdere.

Più del nuovo acquisto Podolski, che si è mostrato subito utile, sono stati decisivi i pilastri di sempre, Samir Handanovic e Mauro Icardi. Il primo ha evitato più volte il secondo gol bianconero, il secondo si è confermato centravanti clamoroso, segnando alla prima palla toccata e costringendo poi Buffon alla prodezza. In mezzo anche un gol fallito, su assist di Podolski. Preoccupante invece la reazione della Juve al gol subìto. Le certezze sono diventate insicurezze, anche con uomini importanti. Allegri avrà di che riflettere, anche perché la prossima partita sarà a Napoli. Sorride invece Mancini, che ha avuto modo di verificare come il problema dei suoi fosse anche mentale. Emblematica la partita di Guarin: è in lizza per la palma del peggiore in campo, poi trova l’assist per Icardi e finisce da quasi dominatore del centrocampo.

RULLO COMPRESSORE — La partenza della Juve, squadra più efficace della serie A nel primo quarto d’ora (con stasera fanno sette gol), è di quelle in grado di fare male anche ad avversari con più certezze dell’Inter. Marchisio potrebbe segnare subito dopo una trama avviata da Lichtsteiner e nobilitata da Tevez. Ma il gol arriva all’occasione successiva: azione che parte da destra, con Vidal che trova la giocata da campione per portarsi avanti la palla e servire a Tevez il più facile dei gol. La Juve dà l’impressione di controllare agevolmente. Ci sono momenti di lucido possesso palla, con Pirlo che a ritmi bassi spesso si permette di arretrare tra Bonucci e Chiellini per dirigere l’orchestra. E situazioni in cui il pressing bianconero è feroce, mettendo a luce i limiti del centrocampo dell’Inter. Hernanes, defilato a sinistra, si fa vedere solo con una bella apertura, Kovacic non è in serata e sbaglia anche un 2 contro 2 meritevole di miglior trattamento. Guarin non ne azzecca mezza a destra. Così al povero Icardi non arriva una palla che sia una. Se in più aggiungiamo una fase difensiva molto incerta da parte dell’Inter, non stupisce che l’eroe nerazzurro sia Handanovic, bravo due volte su Vidal e decisivo nello stroncare la meraviglia di Pogba, autore di una giocata che fa scattare le molle sotto i seggiolini dello Stadium.

MAURO-GOL — Il copione sembra identico nella ripresa, anche se l’ingresso di Podolski per Kuzmanovic, con Guarin che arretra, alza il baricentro dell’Inter. La partita gira nell’episodio del gol. Guarin, a cui è concessa troppa libertà, va in corridoio per Icardi, che brucia Bonucci e Buffon col diagonale di destro. Allegri, che ha appena cambiato Llorente con Morata, assiste preoccupato alla crescita dell’Inter, interrotta solo da un calcio di punizione di Pirlo sventato da super Handa. La Juve si innervosisce e rischia tantissimo: Banti non punisce un contatto Icardi-Bonucci che di fatto spalanca il contropiede all’Inter, non finalizzato da Icardi sull’invito, non perfetto in verità d Podolski. Poi è Buffon a salvare su Icardi, con Marchisio che butta via la palla dopo un rinvio corto di Buffon. L’autore del gol del pari macchia la sua prova solo con un mancato passaggio a Osvaldo, entrato nel finale, che manda il compagno su tutte le furie. L’Inter finisce in 10 (rosso a Kovacic per fallo su Lichtsteiner all’86’), ma la Juve crea solo un paio di mischie. E vede avvicinarsi pericolosamente la Roma, che ora spera nel derby e in un favore dal Napoli.

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