Cristiani perseguitati, il grido del Papa

PAPA FRANCESCO

I rapporti che sono arrivati sul tavolo di Papa Francesco sono terribili. Due terroristi kamikaze si sono fatti esplodere davanti a due chiese pakistane stracolme di gente per la messa domenicale, una cattolica e l’altra protestante. Il conteggio dei morti è di 15 persone, più 78 feriti. I missionari hanno raccontato che se i due talebani fossero riusciti a entrare in chiesa sarebbe stata una strage enorme, una carneficina, perchè dentro ai due edifici c’erano almeno mille persone. «Con dolore, con molto dolore, ho appreso degli attentati terroristici di oggi contro due chiese nella città di Lahore in Pakistan». Bergoglio denuncia la deriva vessatoria che ha come obiettivo quello di colpire i cristiani. «Sono perseguitati». Un fenomeno non solo pakistano, purtroppo esteso in tanti altri Paesi, anche se non sempre la cristianofobia finisce per fare notizia. Eppure la geografia del terrore è vasta e abbraccia intere regioni. Siria, Iraq, Egitto, Arabia Saudita, Mali, Libia, Iran, Qatar, Cina, Indonesia, Afghanistan, Algeria, Yemen. «Spero che la persecuzione contro i cristiani, che il mondo cerca di nascondere, finisca e ci sia la pace». Francesco un po’ di tempo fa aveva messo in luce che nel mondo ci sono «più martiri cristiani che nei primi tempi della Chiesa».
IL DOSSIER

Human Rights Watch nel rapporto mondiale 2015 sui diritti umani ha puntato l’indice soprattutto contro il governo pakistano per avere fallito l’obiettivo di proteggere le minoranze dagli attacchi dei militanti islamici, ma anche dalle falle di un sistema giudiziario ambiguo. Troppo spesso, a causa della legge sulla blasfemia, vengono puniti coloro che non sono appartenenti alla religione islamica. Il caso di Asia Bibi è emblematico. Questa donna che da più di 2 mila giorni è in carcere, è stata condannata a morte, torturata e maltrattata per avere insultato (senza prove) Maometto. A nulla sono valsi gli appelli internazionali. «Se nel corso del 2014 il governo aveva cominciato a muoversi per circoscrivere i focolai di violenze contro i cristiani, in questi primi tre mesi del 2015 emerge una evidente marcia indietro» ha denunciato Phelim Kine, rappresentante di Human Rights Watch per l’Asia. Il risultato è che i gruppi di estremisti islamici hanno mano libera e continuano a operare nella quasi totale impunità. L’elenco degli orrori è particolarmente lungo. Dall’ultima violenza denunciata da Papa Francesco all’Angelus di ieri, all’attacco brutale contro una scuola di bambini, nel dicembre 2014, che ha causato la morte di 148 persone. Senza contare gli abusi contro le donne, compreso le bambine, i matrimoni forzati, l’uso dell’acido per sfregiare il loro volto, e le uccisioni per questioni d’onore. Un inferno.
CON L’ACIDO

Nel luglio dello scorso anno gli estremisti hanno persino commissionato una serie di attacchi con l’acido sulle donne cristiane nella provincia di Balochistan. Nel panorama degli orrori anche la condanna a morte di una coppia di cristiani, marito e moglie, bruciati vivi l’anno scorso perchè avevano offeso il Corano. La polizia ha cercato di salvarli, ma senza successo visto che un vasto numero di estremisti hanno ricacciato indietro i poliziotti.

Il Messaggero