Crisi Lazio, Roberto Rambaudi: “Giusto proseguire con Pioli”

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Tutti in ritiro, per la seconda volta in questa stagione. La decisione del presidente Claudio Lotito scuote il mondo Lazio, le prestazioni scialbe e i risultati deludenti (un solo punto nelle ultime quattro giornate di campionato) hanno portato il numero uno biancoceleste a “chiudere” la squadra tra le mura del centro sportivo di Formello. Almeno fino alla gara di giovedì contro il Dnipro, con la possibilità che la clausura prosegua fino alla trasferta di domenica in casa dell’Empoli. “In questo momento è giusto che la Lazio vada in ritiro”, esordisce l’ex attaccante laziale e attuale opinionista di Rai Sport, Roberto Rambaudi.
Questa misura voluta dalla società può portare reali benefici a mister Pioli e ai suoi giocatori?
Io credo che possa essere utile. È evidente come esistano delle grandissime difficoltà, l’allenatore deve sfruttare il ritiro per capire come intervenire. Il ritiro può allora permettergli di trovare la chiave adatta per entrare nelle testa dei giocatori. È fondamentale poi che ognuno rispetti il proprio ruolo: l’allenatore faccia l’allenatore, i giocatori si comportino da giocatori.
Come si è arrivati a un quadro così delicato, dopo il grande entusiasmo per i risultati della scorsa stagione?
Questa situazione è figlia di una strategia sbagliata a luglio. È in quel momento che non si è valorizzato a fondo quanto di buono prodotto lo scorso anno. Come conseguenza, si è diffuso un malumore per non aver alzato l’asticella, dopo che i giocatori avevano dato il 300% per ottenere il terzo posto.
Esiste perciò il rischio che il messaggio della dirigenza non venga recepito in pieno dal gruppo?
Riassumo il mio pensiero tornando alle dichiarazioni di inizio estate. Se la squadra è arrivata terza e un giocatore, durante il ritiro di Auronzo, alla domanda “quale obiettivo pensi di poter raggiungere quest’anno?”, risponde “speriamo il 4°-5° posto”, vuol dire che qualcosa nel frattempo non è andata per il verso giusto. Ed è chiaro che questa rosa non era poi così “difficilmente migliorabile” (espressione utilizzata dal direttore sportivo Igli Tare, ndi). Ecco allora che adesso si sta raccogliendo quanto si è seminato.
Nel post partita con il Palermo, Candreva non ha risparmiato quella che è suonata come una frecciatina verso Pioli: “Come recuperare giusto atteggiamento e determinazione? Chiedetelo all’allenatore, è lui che ci prepara durante la settimana e noi poi lo riportiamo in campo la domenica”. Nello spogliatoio ci sono fratture che potenzialmente sono difficili da ricomporre?
Certi malumori ci possono stare, l’importante è parlarne e confrontarsi anche a brutto muso, solo in questo modo si risolvono le cose. Se fossi in Pioli, cercherei di rintracciare una leadership, di affidarmi ai giocatori di maggiore esperienza. Rispetto allo scorso anno, la squadra si è indebolita. In un primo momento si sono persi i 10 gol segnati da Mauri, rientrato in rosa solo dopo avergli fatto saltare la preparazione. Poi si è lasciato andare via un’alternativa a Biglia nonché leader prezioso come Ledesma. Ci sono parecchi giocatori che hanno bisogno di essere presi per mano e che nel campionato passato trovavano la forza trainante dei veterani. Adesso è necessario ritrovare una leadership certa. Per esempio: tra Felipe Anderson e Candreva, in questo momento è meglio rinunciare al brasiliano rispetto a uno esperto come il nazionale azzurro.
A gennaio riaprirà il mercato: quale contributo bisogna attendersi da parte della società?
Nella sessione invernale devi intervenire con intelligenza, spendere per giocatori già pronti oppure puntare su elementi che hanno trovato finora poco spazio, ma che però necessitano di ritrovare la forma ideale. In generale, servono un difensore centrale e un’alternativa a Biglia. Altrimenti si possono recuperare giocatori importanti rimasti finora in disparte, penso a Cataldi.
Attualmente quanto rischia Pioli di non riuscire a invertire la rotta? In altre parole, quante possibilità ci sono che possa terminare anzitempo la sua esperienza sulla panchina della Lazio?
Pioli è un tecnico davvero preparato, feci i complimenti a Lotito quando lo scelse, ma ora è andato in difficoltà anche lui. Deve essere bravo a riprendere in mano il timone della nave, ha tutte le capacità per riuscire a farlo. Cambiare allenatore può essere una soluzione solo se la squadra continua a essere spenta, se alla lunga ripete prestazioni come quella contro il Palermo. Ma in questo momento non ci sono le basi per un’operazione del genere, è giusto proseguire con Pioli”.

La Repubblica