Crescita e ricerca nell’agenda di Renzi

Le-figaro

Di buon mattino, il portavoce del premier ha già diffuso il gradito reportage d’Oltralpe alle oltre 50mila persone che seguono il suo profilo Twitter. «Matteo Renzi nuovo beniamino d’Europa», titola in prima pagina il quotidiano francese «Le Figaro», che parla di «Angela Merkel sedotta da lui». Un biglietto da visita per l’inizio del semestre italiano di presidenza, all’avvio oggi, che mette di buonumore dalle parti del presidente del Consiglio, tanto più che, dalla Germania, arriva la «Sueddeutsche Zeitung» a parlare di «rinascimento di Renzi»: il premier, scrive, «non ha ancora dimostrato di essere il grande rottamatore e il riformatore che dice di essere», ma allo stesso tempo ne descrive «coraggio, dinamismo, zelo riformatore» e soprattutto concede che «l’Italia è tornata».

Si prepara così, tra l’attenzione degli osservatori stranieri e lo scetticismo di alcuni fra gli italiani riguardo all’utilità di una eventuale nomina italiana di Mr. Pesc, il ministro degli esteri europeo («sarà il vero numero due del presidente Juncker – insiste il sottosegretario Sandro Gozi – è un posto molto importante dal quale si può incidere molto») il semestre in cui l’Italia presiede il Consiglio dell’Unione europea, carica ricoperta a turno dai vari Paesi membri (noi prendiamo il testimone dalla Grecia, lo lasceremo alla Lettonia).

Si apre oggi con tanto di simbolo di una rondine stilizzata e domani pomeriggio, a Strasburgo, davanti al Parlamento in seduta plenaria, il premier Renzi terrà il discorso di apertura. Seguirà il dibattito, a cui interverranno, tra gli italiani, sia Gianni Pittella, come capogruppo dei Socialisti e democratici (dovrebbe essere eletto oggi nel pomeriggio) sia, probabilmente, il capo della delegazione italiana, David Sassoli.

La prassi vorrebbe anche un incontro del premier con i deputati del suo gruppo, ma ancora non è stato confermato, prima del discorso a cui Renzi già da una settimana sta lavorando personalmente, e che forse, cosa inusuale per lui, sarà scritto e non pronunciato a braccio. Su quello che dirà non ha anticipato nulla in questi giorni – ieri, nella conferenza stampa che segue al Consiglio dei ministri, ha citato l’Europa solo per nominare l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci commissario all’industria al posto di Tajani, fino a ottobre prossimo – ma alcuni spunti li ha ripetuti spesso: l’Europa come luogo della speranza e delle occasioni, il sogno degli Stati uniti vagheggiato da quella generazione che concepì il progetto sulle macerie di una guerra e che oggi la «generazione Erasmus» dovrebbe riuscire a portare a termine. «L’ambizione di questo semestre», sottolinea il vicesegretario del Pd e fedelissimo di Renzi, Lorenzo Guerini, sta nel «caratterizzarlo come un semestre di grandi iniziative». Nel discorso del premier – che dovrà tenere insieme una visione dell’Unione, cercando di restituire al progetto fascino e speranza, e l’agenda con le priorità da realizzare – «annuncerà le linee di lavoro della presidenza italiana, le linee di cambiamento della strategia dell’Europa, dell’investimento sulla crescita sulla ricerca, sul sapere, sull’economia sostenibile».

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