Costa d’Avorio di rimonta sul Giappone

Il calcio è un gioco in cui si può parlare di tattica, moduli e sofismi da allenatori che piacciono tanto a noi italiani. In realtà poi si può ridurre tutto a una semplicità imbarazzante: Drogba entra, fa sentire il suo carisma, la sua leadership e la sua fondamentale importanza. Risultato? La gara svolta completamente nel giro di 99 secondi. Quando in una formazione non irresistibile s’inserisce un totem, apparso tra l’altro in condizioni migliori rispetto al previsto, possono saltare gli schemi: questo succede al Giappone, tatticamente attento nel primo tempo e vittima di una ripresa scialba. D’altronde, se il faro dei Samurai è Honda (che con questa rete diventa il miglior marcatore della storia giapponese ai Mondiali) è fin troppo facile intuire come Zaccheroni non abbia molte frecce al suo arco. La Costa d’Avorio non ha impressionato troppo, Lamouchi deve lavorare molto sulla disciplina tattica dei suoi uomini, ma è il caso di ribadire che stasera bastava lui. Sempre lui: Didier Drogba. I goal che hanno ribaltato l’iniziale 1-0 firmato Honda sono il frutto di due assist di un terzino molto interessante come Serge Aurier, classe 1992 del Tolosa , e delle zuccate di Wilfred Bony e della Freccia Nera della Roma, Gervinho. Tra le due reti degli ivoriani sono trascorsi 99 secondi: l’uno-due più veloce del mondiale.